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ANNO GIUDIZIARIO

A Modena e Reggio Emilia crescono i reati di mafia

A Modena e Reggio Emilia crescono i reati di mafia

Lo dicono i dati resi pubblici dal presidente della Corte d'Appello di Bologna Giuliano Lucentini all'apertura dell'Anno Giudiziario

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Reggio Emilia, Bologna, Modena e Rimini: sono queste le città che oggi preoccupano di più dal punto di vista dell'infiltrazione mafiosa. Una fotografia allarmante uscita dalla relazione delpresidente della Corte, Giuliano Lucentini, nella relazione in apertura di anno giudiziario, a Bologna. Nel distretto della Corte di Appello di Bologna sono aumentati nel 2014 i processi per associazione a delinquere di stampo mafioso, sia in dibattimento in primo grado che davanti agli uffici Gip-Gup.

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«Le organizzazioni mafiose - ha detto Lucentini - stanno radicandosi sempre di più nella regione, soprattutto nei circondari di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Rimini». In aumento sono anche, ha aggiunto Lucentini, i delitti sessuali, «di stalking, di riduzione in schiavitù, in materia di inquinamenti e rifiuti e, davanti agli uffici Gip-Gup, in tema di pornografia e di furto nelle abitazioni».

Poi il presidente Lucentini «La complessiva portata degiurisdizionalizzante, per dirla col legislatore, può comunque prevedersi modestissima». Così il presidente della Corte di Appello di Bologna, Giuliano Lucentini, che ha criticato, commentandolo, il decreto di settembre sulla degiurisdizionalizzazione e sulla definizione dell'arretrato civile, poi convertito in legge «con qualche non rilevante modifica». Per Lucentini «al di là di qualche roboante, pomposa rubrica, vi si prevede, semplificando molto, che le parti in causa, d'intesa tra loro, possono trasferire il procedimento ad una sede arbitrale. Nientedimeno!».

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