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Ha chiuso la storica trattoria “Da Cesare”

di Marco Pederzoli
Ha chiuso la storica trattoria “Da Cesare”

Spilamberto. L’amarezza del titolare ormai anziano: «Nessuno ha voluto rilevare l’attività»

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SPILAMBERTO. Dall’inizio di quest’anno c’è un pezzo di storia in meno nel centro di Spilamberto. Dopo mezzo secolo (49 anni, per la precisione), la trattoria “Da Cesare” di via San Giovanni 38 ha chiuso i battenti. Per sempre. Ma il titolare Giancarlo Sola, che fin dall’inizio ha condiviso con la moglie Marica questa straordinaria avventura imprenditoriale e culturale, prima di abbassare per l’ultima volta la saracinesca della sua trattoria, ha deciso di dar voce a tutta l’amarezza sua e della sua consorte per un sogno che termina così, all’apertura di un nuovo anno, senza la possibilità di essere continuato. Giancarlo vuole raccontare. Ma prima passano le lacrime. Tante lacrime che non fanno uscire le parole. Del resto il suo lavoro, per mezzo secolo, è trascorso con i ritmi di un “rito”. E i “fedeli”, o clienti che dir si voglia, che partecipavano al “rito”, dovevano stare alle regole.

Nei giorni di apertura, si lavorava dalle 7 alle 23. L’ora prevista di inizio lavori era giustificata dal fatto che tutto, proprio tutto, doveva essere fresco e fatto in casa: la pasta, il ragù, i tortellini e tutto il resto.

Chi entrava in trattoria sapeva benissimo che, per mangiare, doveva arrivare entro le 14 per il pranzo ed entro le 21 per la cena. Altrimenti, poteva avere la tuta dell’operaio o la cravatta del dirigente, ma veniva mandato via.

«Ho sempre trattato tutti in modo uguale, con un altissimo rispetto per ogni cliente – ricorda Giancarlo – ma quelli erano i nostri orari». Di più. Negli anni, sono arrivati i telefoni cellulari. E anche in questo caso, Giancarlo è corso ai ripari. «Non permettevo ai miei clienti di telefonare mentre stavano mangiando, altrimenti perché faticare ogni giorno a preparare l’eccellenza della cucina tradizionale modenese? Se telefonavano, gli portavo via il piatto».

“Da Cesare”, in ogni caso, era un’istituzione.

Premiato da tantissime guide gastronomiche (soltanto lo scorso anno, per citarne una, gli era stata assegnata la “chiocciola” di Slow Food), in cinquant'anni sono passati per quel ristorante tantissimi personaggi.

Si può comporre una lista che comunque è ancora incompleta; basta ricordare gli imprenditori Luciano Benetton e Luigi Cremonini, l'attore Nino Manfredi, i calciatori Giacomo Bulgarelli e Omar Sivori, la cantante Mietta. Anche la goliardia è sempre stata di casa. Gli amici si servivano da soli, al bar del piano terra. I sodali più stretti, fin dagli Anni Novanta, entrarono a far parte del “Club degli Imbecilli”, fondato dallo stesso Giancarlo e presieduto dall'indimenticato “Picard”, scomparso lo scorso anno. Ora, tutto questo mondo è finito.

«Lascio con tanta amarezza - dice commosso Giancarlo - perché, nonostante tre anni di tentativi e una quindicina di colloqui andati a vuoto, non sono riuscito a far proseguire questa attività, che era la più vecchia trattoria di Spilamberto (qui c'era un'osteria fin dall'Ottocento, rilevata poi dai suoceri Cesare Roncaglia e Silvana Balugani - di qui il nome Da Cesare - e poi condotta, dal 1966, da Giancarlo e dalla moglie Marica). Ma, prima di chiudere, devo dire grazie, un grazie grandissimo, a tutti i miei clienti».

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