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Hera chiarisce: «Aumenti Tari al Comune»

Gli aumenti della Tari fanno discutere anche Hera, che beneficia in quota parte del pagamento della tassa rifiuti. La multiutility, infatti, vuole chiarire, rispondendo a Confcommercio, che definire...

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Gli aumenti della Tari fanno discutere anche Hera, che beneficia in quota parte del pagamento della tassa rifiuti. La multiutility, infatti, vuole chiarire, rispondendo a Confcommercio, che definire le aziende bancomat di Comune ed Hera non è corretto: «È certamente vero - spiega Hera - che negli anni le categorie commerciali hanno registrato un incremento nel passaggio dalla tariffa Tia alla tassa Tares/Tari. Questo è principalmente avvenuto perché la tassa o tributo non consente più, così come consentiva la Tia, la deducibilità dell'IVA al 10%. Per quanto riguarda la rimanente percentuale di incremento del 10%, occorre precisare che solo una quota pari al 6% è stata riconosciuta in questi anni al gestore Hera, per di più a fronte di servizi aggiuntivi forniti alla città. Al netto dei servizi aggiuntivi, l'incremento reale dal 2012 al 2014 riconosciuto al gestore è stato solo del 2,2%, nemmeno sufficiente a coprire l'inflazione cumulata dei due anni. Infine, per quanto riguarda gli incrementi ipotizzati per il 2015, Hera sta lavorando insieme all'Amministrazione Comunale e ad Atersir con l'obiettivo di contenerli al massimo». Insomma, gli aumenti arrivati al 20 per cento in quattro anni non sarebbero da attribuire ad Hera ma al solo Comune. Hera che chiarisce: «Il percorso di efficienza attuato dall'azienda ha consentito e consente alla città di avere un servizio in continuo miglioramento e contenimento dei costi».

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