«Il Jobs Act sarà devastante per chi lavora negli appalti»
«Non è vero che, come affermato dal governo a tutti i livelli, “nulla cambia per chi un lavoro già ce l'ha”. Per i lavoratori in appalto, circa tre milioni in tutta Italia e circa 15mila in provincia...
«Non è vero che, come affermato dal governo a tutti i livelli, “nulla cambia per chi un lavoro già ce l'ha”. Per i lavoratori in appalto, circa tre milioni in tutta Italia e circa 15mila in provincia di Modena, la riforma dell'articolo 18 prevista dal decreto 183/14 ha effetti devastanti». Così la Cgil di Modena ha esternato la propria insofferenza per il Jobs Act di Renzi. Il direttivo provinciale di Filcams-Cgil Modena «condanna le recenti normative sui licenziamenti introdotte dal Jobs Act in riferimento alle ricadute della legge sul mondo dei lavoratori che operano in appalto». In caso di subentro di una nuova azienda in un appalto, ragiona il sindacato, un lavoratore, se riassunto, perderebbe il suo diritto al reintegro previsto dalla precedente normativa.
«Per i risarcimenti a fronte di un eventuale licenziamento (nulla si dice in caso di mancata assunzione), il Jobs Act prende in considerazione i lavoratori in appalto solo ai fini della quantificazione del risarcimento del danno», specificando che in questo senso si deve tenere in considerazione l'anzianità maturata nella stazione appaltante.
«Ciò significa che in caso di trasferimento preventivo (al cambio di appalto) del lavoratore si perderebbe l'anzianità legata al committente e il conseguente diritto all'indennizzo sarebbe limitato o cancellato».
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