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Maschera galeotta: la Mobile identifica il bandito in Graziella

Maschera galeotta: la Mobile identifica il bandito in Graziella

Aveva rapinato il Credem di via Fabrizi fuggendo in bici Il travestimento era lo stesso usato per un colpo a Carpi

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Galeotta fu la maschera. Perché è stata propria la maschera di pregevole fattura, che indossava durante le rapine, ad incastrare Bruno Miele, 32 anni, di professione bandito. L’uomo, originario di Napoli, ma vecchia conoscenza modenese fin dal 2008, quando rapinò un supermercato di Fossoli, era già stato arrestato dalla polizia del commissariato di Carpi a novembre. Era lui il malvivente che colpì alla Credem di via Manzoni, sequestrando dieci persone tra clienti e dipendenti mentre attendeva l’apertura della cassa temporizzata per poi fuggire con 3500 euro in bicicletta. Gli agenti lo trovarono in un appartamento poco distante con ancora i soldi e proprio la maschera che aveva indossato per fare il colpo.

Ebbene, quell’insolito travestimento - come hanno stabilito le indagini della squadra Mobile della polizia di Modena - era il medesimo utilizzato da un rapinatore che colpì in aprile alla Credem di via Fabrizi quando un dipendente venne anche schiaffeggiato. Stessa maschera quindi, ma anche stesse modalità di azione: l’ingresso in filiale, la minaccia di avere una bomba dentro lo zainetto e il calcio di una pistola (vera o finta poco importa) che spunta dalla tasca della giacca, la fuga in bicicletta (una Graziella). Tutti indizi che portano a Bruno Miele come più che probabile sospetto anche perché il 32enne - i poliziotti lo sanno - è in città da tempo nonostante un obbligo di dimora a Napoli.

Partono quindi le indagini della Mobile, che attraverso l’analisi dei cellulari trovano una conferma fondamentale: al momento del colpo il telefono di Miele aggancia la cella di via Fabrizi. Lui è lì. In aggiunta il Credem ha un sistema di videosorveglianza interna di elavata qualità, riesce a carpire dettagli ad alta risoluzione della maschera indossata dal partenopeo. E proprio grazie alle immagini si può associare il travestimento utilizzato nel colpo a Modena con quello di alcuni mesi dopo a Carpi.

Il cerchio è chiuso, la Mobile ha un impianto di prove che regge e così il pubblico ministero Katia Marino chiede e ottiene un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Miele resterà quindi al Sant’Anna e dovrà rispondere ai giudici della doppia rapina.

Francesco Dondi

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