Pizzeria e hotel a scrocco, serie di truffe
Ristoratore denuncia un sessantenne esperto nel mangiare e dormire senza pagare il conto
Il cliente solitario prova a pagare con una carta di credito ma si scopre che non è valida. Così chiede alla albergatrice di fare da garante con il ristorante. E alla fine non paga due conti. Né il ristoratore né l’albergatrice. Lo rende noto il titolare del ristorante pizzeria vittima di un’insolvenza fraudolenta e costretto a fare denuncia alla polizia. Si tratta di Sergio Conciadori, titolare de “I 4 Umori” di via Begarelli. «Racconto questa storia perché i miei colleghi sappiano che c’è in giro questa persona. Pare infatti che abbia colpito altre volte sempre a Modena in questi giorni dormendo una volta qui e mangiando una volta là senza pagare i conti». Il fatto risale all’altra sera. All’ora di cena si presenta un cliente solo: un uomo sui sessant’anni dall’accento meridionale, curato, capelli bianchi brizzolati, alto circa 170 cm. Chiede in tavolo per sé e cena. Poi, al momenti del conto, chiede di pagare i 20 euro con carta di credito.
«Abbiamo fatto vari tentativi ma il Pos la respingeva sempre. Allora io e la collega abbiamo chiamato il numero verde della banca che ci ha detto che la carta non era più valida. Quando gliel’abbiamo detto è andato in escandescenze».
A quel punto è nata una discussione accesa. Il cliente ha sbandierato al sua buona fede facendosi scudo della titolare del bed and breakfast che l’alloggiava, a due passi dalla pizzeria. Poi ha chiamato sul cellulare l’albergatrice che ha parlato con il ristoratore garantendo che alloggiava da lei. Era un trucco: «Conoscevo la titolare del B&B, mi sono fidato. Ma anche lei il giorno dopo, al momento di presentare il conto per la notte, si è sentita trovare scuse per non pagare. Il cliente ha insistito per riaverela carta d’identità. Poi la signora ha chiamato il 113». La lezione di questa storia è chiara: «Io ho fatto denuncia non tanto per i 20 euro,, ma per il modo disinvolto con il quale opera questo signore. Ho saputo che l’aveva già fatto altre due o tre volte a Modena i questi giorni».
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