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Popolari, dietrofront dei titoli in Borsa

Ieri perdite notevoli dopo i rialzi dovuti all’annuncio della riforma. A Modena nasce un comitato

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Sarà stato per l’annuncio di Assopopolari, presieduta da Ettore Caselli, che intende dare battaglia in tutti i modi per la revisione della riforma Renzi delle banche popolari, o per le cosiddette “prese di beneficio” di chi ha valutato di avere già guadagnato abbastanza e ha così subito rivenduto le azioni dopo i clamorosi rialzi dei giorni precedenti, fatto sta che ieri le azioni delle banche popolari, Bper compresa, hanno perduto non poco a Piazza Affari. Maglia nera è il Banco Popolare (-4,74%), seguita da Ubi (-3,47%), da Bper (-2,72%), Bpm (-2,21%). Poi Banca Popolare di Sondrio cede il 3,85%, Popolare Etruria lo 0,83%, piatto il Credito Valtellinese (-0,05%).

Al tempo stesso si moltiplicano le reazioni di politici e associazioni. I rialzi record in Borsa dai titoli delle dieci banche popolari interessate dalla riforma finiranno infatti sul tavolo della Consob. Un esposto che il Movimento 5 Stelle sta perfezionando con l’associazione Adusbef sarà trasmesso a breve alla Commissione nazionale per le società e la Borsa: si chiede di fare chiarezza su quanto accaduto lunedì a Piazza Affari e si arriva anche a ipotizzare il reato di aggiotaggio per la fuga di notizie.

Un «autentico blitz» con provvedimenti che «non vanno nella direzione di migliorare il rapporto banche-consumatori» è la definizione data da Adiconsum Lombardia.

Poi va registrato l’annuncio, da parte di Luca Ghelfi di Ncd, della nascita di un comitato denominato “Per una Banca popolare”: «Ci siamo organizzati in comitato per dire no al decreto che vuole modificare la governance delle banche popolari – dice Luca Ghelfi – L’elemento della territorialità è fondamentale, perché nella storia di queste banche il loro apporto allo sviluppo dei territori è passato anche dalla collaborazione che da sempre c’è stata, anche grazie al tipo di organizzazione che si sono date. I grandi scandali sono quasi sempre arrivati da realtà (vedi Montepaschi) organizzate come spa, e non dalle popolari. Non siamo certi che spostando la testa di queste banche altrove, magari all’estero, i nostri imprenditori avranno la stessa opportunità avuta in questi decenni. Per questo ci muoveremo e organizzeremo eventi per sensibilizzare il territorio sul tema, cercando di allargare il consenso alle iniziative del Comitato».

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