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un convegno con l’anmic

Povertà sociale, è un’emergenza

Povertà sociale, è un’emergenza

Cattini: «L’area del bisogno è enorme». Nuovi progetti per l’aiuto

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I nuovi poveri? Non hanno nulla a che fare con l’immagine di chi allunga la mano davanti alle chiese. Oggi la spinta delle povertà invisibili ha schiacciato nella morsa del bisogno fasce enormi di popolazioni che prima erano qualche gradino sopra l’autosufficienza dalle necessità. Oggi, per milioni di persone, pagare l’affitto o le spese condominiali, il dentista o l’oculista per i bambini diventano lussi insostenibili. Quasi come le riparazioni di una macchina vecchia o le spese per i funerali, sempre più spesso pagate a rate, con le cambiali.

È questo il quadro di riferimento del convegno sulla “Povertà sociale” che cerca di dare un nome, un confine e indicatori precisi per indicare chi è in bilico sull’orlo del crollo economico o psicologico, dopo il quale c’è solo l’abisso della depressione, del gioco d’azzardo o dell’usura.

«Rispetto a quattro anni fa, quando abbiamo avviato le prime iniziative di sollievo sociale, la situazione è enormemente peggiorata - spiega Ottorino Gelmini, presidente dell’Anmic (Associazione nazionale Mutilati e Invalidi Civili) di Modena - Per questo crediamo indispensabile sperimentare un approccio nuovo a bisogni gravissimi, in cui si trovano uomini e donne. C’è la povertà che non si vede, in cui comunque ci sono bambini da mandare a scuola, anziani da accudire. Quanti conoscono ad esempio le possibilità offerte dalla mano pubblica, quanti sono in grado di utilizzarla seguendo le strade già prefissate dalla burocrazia dei moduli da compilare? »

È una delle domande che verranno affrontate nel convegno di mercoledì 28 gennaio, “Povertà sociali, bisogni e nuove progettualità” che si terrà al mattino all’istituto Fermi.

Del resto basta guardarsi in giro per vedere i menù forfettari a 10 euro a mezzogiorno, i distributori di benzina che registrano pieni da 5 euro e sempre più spesso da 10, le offerte differenziate delle compagnie telefoniche che offrono forfait da 3 e 5 euro, riducendo le offerte dei traffico come le industrie alimentari riducono prezzi e pesi delle confezioni. A Modena, solo per citare un dato, sono venuti a mancare 50 mila stipendi in pochi anni per l’effetto combinato di licenziamenti, contratti non rinnovati e cassa integrazione. E poi sono da aggiungere i lavori in nero o sottopagati, per cui la soglia dei mille euro al mese diventa un traguardo. Basta pensare alle spese condominiali: quanti inquilini sono in ritardo con pagamenti, da anni, le cui rate vengono pagate da tutti gli altri a denti stretti?

Nel convegno verranno presentati iniziative come Trovandovai di Marco Culzoni, una piattaforma web per trovare e offrire beni e servizi, “Progetto insieme” e “Il pane e le rose”.

«C’è un’urgenza straordinaria di capire fenomeni di portata inimmaginabile - spiega Marco Cattini, già docente alla Bocconi e colonna delle indagini sociali - Chi prende decisioni sa quanto è grave la crisi? Io vengo da un’università in cui l’economia era l’asse portante. Bene, per calcolare l’area della povertà come si deve fare? Basta calcolare il calo dei consumi energetici? Evidentemente no».

Saverio Cioce

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