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assunto in un ristorante

Prandi, chef made in Carpi: «Volo in Cina a fare il cuoco»

di Rino Filippin
Prandi, chef made in Carpi: «Volo in Cina a fare il cuoco»

Ancora poche settimane e Lorenzo Prandi, 21 anni compiuti, si ritroverà dall'altra parte del mondo, in Cina a «quattro passi» da Hong Kong, come racconta il ragazzo. Figlio di Enrico Prandi, enologo...

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Ancora poche settimane e Lorenzo Prandi, 21 anni compiuti, si ritroverà dall'altra parte del mondo, in Cina a «quattro passi» da Hong Kong, come racconta il ragazzo. Figlio di Enrico Prandi, enologo alla cantina Civ&Civ, e Valeria Petri, addetta all'ufficio vaccinazioni dell’ospedale Ramazzini, Lorenzo ha in tasca un diploma di Tecnico dei Servizi Ristorativi.

«Anche se qui a Carpi il lavoro non manca qui - spiega il giovane cuoco che ha già avuto esperienze al ristorante “Anatra” di Cortile e in un bar ristorante a Sozzigalli - ho voglia di mettermi alla prova con altre realtà. I miei? Diciamo che sono felici al 50 per cento... ma ormai le valige sono pronte: l’aereo parte il 20 febbraio»

Cosa andrai a fare in Cina?

«Lavorerò in un ristorante italiano nella provincia di Henan, come assistente allo chef. Il contratto ha la durata di un anno poi si vedrà. Non è ecluso che se mi troverò bene possa stabilirmi in Cina per un certo periodo di tempo».

Come sei riuscito a trovare questa opportunità?

«In quel ristorante lavora già un mio amico di Carpi, Lorenzo Rossetto. Lui è là da oltre un anno e mi ha convinto a lanciarmi in questa esperienza. Secondo quanto mi racconta vivere e lavorare in Cina è divertente».

E a proposito dell'aspetto economico?

«Il contratto che mi è stato offerto mi garantisce 1200 euro al mese con vitto e alloggio pagati. Potrebbe sembrare una cifra tutto sommato bassa, ma in realtà potrò risparmiarne un bel po’ visto che in Cina gli stipendi medi sono sui 300 euro. In base a quanto mi ha raccontato il mio amico Rossetto sono sufficienti meno di 500 euro al mese per fare una bella vita, con anche qualche puntata a Hong Kong dove il ritmo di vita è frenetico».

Hai già in mente quali piatti italiani proporre ai cinesi tuoi clienti?

«In realtà, per quello che mi è stato anticipato, i cinesi amano una cucina italiana adattata alla loro cultura. Un po' come per noi la cucina cinese che troviamo a Carpi. Bisogna però anche dire che non tutti i prodotti tipici della nostra zona sono importabili in Cina, quindi in cucina bisogna arrangiarsi come si può. Vedremo».

A quali cuochi ti ispiri?

«Mi piacciono molto Sadler, Cedroni… Ammiro anche Bottura, ma non è uno dei miei modelli di riferimento».

Quali sono i tuoi sogni per il futuro?

«Ovviamente creare un mio stile di cucina e magari avere un ristorante tutto mio».

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