Casa Fenocchi, incombe il rischio prescrizione
Slitta la sentenza, deve ancora essere interrogato l’ex capo dell’ufficio tecnico comunale
SERRAMAZZONI. Slitta la sentenza su Casa Fenocchi con rischio prescrizione. È l'altro aspetto fondamentale emerso dalla scorsa udienza su uno dei casi più spinosi di gestione urbanistica a Serra, quello della palazzina sorta al posto di un antico rustico. Ci si era arrivati con la prospettiva di chiudere la fase istruttoria, per questo ad ottobre il giudice aveva fissato la sentenza al 10 febbraio. Invece la discussione protrattasi fino a sera sulla deposizione dell'ingegner Vandelli, leader Cooprocon e progettista dell’intervento, ha condotto al rinvio dell'interrogatorio dell'ex capo dell'Ufficio tecnico Tagliazucchi, presente in aula. A quel punto il giudice Tirone ha frenato sulla nuova data per la sentenza, disponendo prossima comunicazione. Il rischio è che i termini di prescrizione scattino prima: le sfumature giuridiche sono diverse, ma è possibile che la soglia critica sia ad aprile e se ne terrà conto. Al di là di questo, nell'interrogatorio di Tagliazucchi si tornerà sulla questione dell’ampliamento volumetrico, già oggetto di rilievi nella deposizione di Vandelli. La sua difesa ha sostenuto che con la copertura delle scale si sia agito su un elemento pertinenziale dell'edificio, passibile di incremento. Per l'accusa invece una scala non è una pertinenza, ma elemento funzionale indispensabile. Chiusa la questione della processione religiosa. Vandelli a motivo della demolizione del rustico ha citato inizialmente la volontà di garantire la sicurezza in vista della festa dell'Assunta, perché qualcuno gli aveva detto che lì vicino sarebbe passata una processione. Il legale ha evidenziato la possibilità di una dichiarazione mendace, perché non le risultava. Vandelli però ha poi precisato che l'abbattimento «non è stato per quello». (d.m.)
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