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«Imu agricola, le esenzioni hanno evitato il disastro»

«Imu agricola, le esenzioni hanno evitato il disastro»

Prignano. Sospiro di sollievo per tantissimi agricoltori delle zone di montagna: «Speriamo che non se ne inventino un’altra». Ieri incontro col senatore Vaccari

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PRIGNANO. Più di cento agricoltori sono intervenuti ieri mattina all'incontro organizzato nella sala consiliare dal Pd di Prignano per fare il punto sulla questione dell'Imu agricola montana. Gli sviluppi della serata precedente – con il decreto legge del governo che ha sancito una sospensiva per due anni – hanno portato ad accorrere in massa per vedere se effettivamente è vero e, aspetto non trascurabile, per quanto sarà vero. Prignano e Guiglia infatti sono i due comuni del modenese con un municipio sotto ai 600 metri che avrebbe comportato l'applicazione dell'imposta. Le rassicurazioni sull'oggi sono arrivate direttamente dal senatore Stefano Vaccari: «Siamo riusciti a mettere le cose a posto – ha osservato – dopo la decisione del Tar del Lazio di non concedere la sospensiva. Con decreto legge sono stati esentati dal pagamento Imu per il 2014 e per il 2015 i terreni agricoli e quelli non coltivati nei territori montani. Siamo riusciti a far capire al governo il duplice errore, che da una parte penalizzava l'attività in zone in cui il presidio è fondamentale anche nella lotta al dissesto, dall'altra condizionava bilanci comunali già in essere». «Si è rimediato a una cosa insensata – ha rimarcato la consigliera regionale Luciana Serri – un controsenso rispetto alle politiche di incentivazione alla montagna che portiamo avanti a livello regionale. E' stato fatto un grande lavoro di squadra e ringrazio Vaccari per il suo impegno». «In montagna – ha ricordato l'ex sindaco Mauro Fantini, ora segretario Pd – risiede il 10% della popolazione provinciale su una superficie che rappresenta il 50%. Chi è rimasto va aiutato, non certo gravato di un'altra tassa». Così come ha bocciato la tassa il consigliere regionale Sel Yuri Torri in una lettera letta da Fantini. Ma ci si chiede: è davvero finita? Il governo ha concesso solo una sospensiva, e il rischio è che la tassa uscita dalla porta rientri dalla finestra durante la messa a punto della local tax. Ed è per questo che il consigliere comunale Walter Telleri (“Punto Prignano”) ha proposto di tagliare la testa al toro spostando il municipio sopra i 600 metri a Moncerrato, in una sede messa a disposizione gratuitamente dall'imprenditore William Pifferi. La preoccupazione per il futuro infatti fra i coltivatori permane: «Per ora hanno bloccato la tassa – ha commentato Luigi Bedini – ma bisogna vedere se il problema è risolto». «Una tassa così – ha continuato Germano Aguzzoli – sarebbe assurda in un periodo in cui l'agricoltura va già avanti con fatica». «Con il mio stipendio di operaio dovrei pagare per la terra che ho ereditato da mio padre» ha rimarcato Luigi Salvatori. «Qui già si lavora con fatica e pericoli, non è giusto pagare altri soldi» ha detto Elio Fiandri. «Io – ha puntualizzato Mauro Ghirelli – non capisco il senso di far pagare una tassa su un bene strumentale che è la fonte del mio reddito». «Non è escluso che questa situazione si riproponga – ha detto la consigliera Tiziana Flandi, arrivata da Guiglia – dovremo stare tutti attenti agli sviluppi».

Daniele Montanari

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