Più di 3 chili di eroina e 4 etti di cocaina in due appartamenti
I carabinieri arrestano 3 trafficanti albanesi dopo l’irruzione Il covo in una palazzina di via Emilia Est vicino via del Pozzo
Tre chili e mezzo di eroina e quattro etti di cocaina nascosti un appartamento di via Emilia Est vicino a via del Pozzo. Tre albanesi arrestati: un giovane “turista per caso” e due complici regolari in Italia ma già noti per le loro attività di spaccio. È il risultato del blitz compiuto l’altro pormeriggio dai carabineri del Nucleo investigativo del Comando provinciale modenese al termine di appostamenti intorno a una casa che si sospettava fosse un covo di trafficanti. E lo era.
Una palazzina dall’aria tranquilla, quella messa sotto osservazione dai miliari, dopo alcune segnalazioni che riconducevano a quel posto un traffico di droga pesante. L’altra sera si è affacciato da una finestra un giovane. Quando i carabinieri lo hanno visto uscire lo hanno lasciato passeggiare un po’ e l’hanno fermato. Il giovane, un 26enne con visto semestrale da turista, ripeteva di cercare un albergo, ma addosso aveva un mazzo di chiavi che ha aperto la serratura dell’appartamento dal quale si era affacciato. I militari hanno fatto irruzione trovando due complici - un 27enne e un 28enne albanesi, entrambi regolari - che hanno finto di cadere dalle nuvole. Ma avevano addosso altre chiavi che poco dopo hanno aperto un secondo appartamento nella palazzina. In questo alloggio, oltre ai loro vestiti, c’era droga in abbondanza. Tre chili e mezzo di eroina stipati in un comune sacco del pattume scuro gettato sotto un letto. Sotto un altro letto, la pressa per comprimere la droga. E anche quattrocento grammi di cocaina già confezionati, trovati in cucina.
Nel primo appartamento sono stati trovati ben ottomila euro in contanti, sequestrati come provento dello spaccio.
Quanto bastava per far scattare le manette.
I tre sono stati arrestati e ora si trovano in carcere a Sant’Anna. Durante i controlli i carabinieri hanno sequestrato anche attrezzatura e materiale per lavorare la droga: bilance, frullatori, presse e sacchetti. Un segno che il secondo appartamento era adibito a laboratorio. Resta da chiarire dove fosse destinata tutta quella droga. Per ora i carabinieri ritengono che fosse destinata a Modena città. Ma le indagini continuano.
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