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il convegno

Ritrovare i cari scomparsi con le voci dall’aldilà

di Saverio Cioce
Ritrovare i cari scomparsi con le voci dall’aldilà

Al convegno del centro “Casa dell’albero” gli esperti di esperienze paranormali Centinaia di persone per ascoltarli. Presenti in sala anche sacerdoti e psicologi

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MODENA. «Ho perso mio figlio in un incidente. Ma qui a Modena, parlando con queste persone, ho capito che ha cambiato vita, mi è vicino, anche se non potrò più abbracciarlo. So che dove si trova sta bene e questo mi rasserena anche se il dolore resta sempre».

La confessione di una mamma è la sintesi perfetta del convegno che si tiene all’hotel Raffaello, organizzato dal Centro di ricerca spirituale “Casa dell’Albero”, e che raduna per tre giorni a Modena centinaia di persone che si alternano nel seguire esperti di discipline che studiano i fenomeni extrasensoriali. “La vita oltre la vita”, è il titolo del seminario annuale che ha trasformato Modena nella capitale italiana degli studi del paranormale; in ventitrè edizioni quasi diecimila persone sono arrivate sotto la Ghirlandina per ascoltare i maestri o per semplice curiosità, ma soprattutto per parlare con i sensitivi che fanno da tramite con chi non c’è più.

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Ma il paragone con il cosiddetto “mondo dell’occulto”, i cartomanti a tariffa, proprio non regge. Nelle sale dove si alternano sensitivi per gli incontri privati, prenotazione obbligatoria, e i relatori gli unici soldi necessari sono quelli per i pasti e le spese alberghiere. Con una quota d’iscrizione di 65 euro è possibile seguire le relazioni: chi vuole può chiedere anche le registrazioni.

Tra i 400 convegnisti che seguono le relazioni, ci sono persone normalissime, con lavoro e senza, in gran parte dai 40 anni in su, tutte accomunate dalla ricerca nei settori di frontiera, dalla parapsicologia alla meditazione, passando dalla medicina tradizionale indiana e alla metafisica. Chi vuole potrà trovare risposte in chi è esperto di “angelologia”. Chi invece vuole saperne di più sulla “logosintesi” non deve fare altro che ascoltare uno specialista italiano, Andrea Fredi, che spiega il potere della parola per rimuovere gli stati di ansia e di sofferenza, grazie a una tecnica messa a punto da uno psicologo olandese.

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Non manca la modenese Paola Giovetti, esperta di paranormale e scrittrice di molti libri sull’argomento, presenza fissa ai convegni sin dagli anni ’90. Ma tre i sono i nomi che spiccano sugli altri e che stanno catalizzando l’attenzione dei presenti. L’inglese Sue Rowlands ha fatto già da venerdì sera il tutto esaurito con la sua prova pratica di sopravvivenza; il dialogo in sala di fronte a una platea affollatissima e attentissima è riuscita a instaurare un dialogo con alcune persone che si sono riconosciute nei messaggi che trasferiva dai parenti scomparsi e di cui lei si faceva tramite. Ovviamente non li conosceva ma toccava ai presenti alzare la mano per dare conferma dei particolari raccontati di volta in volta, i soli che potevano esserne al corrente.

Attenzione spasmodica anche per Giorgio Bongiovanni, che porta i segni di quelle che gli vengono riconosciute comme stimmate dopo un viaggio a Fatima. Applausi e commozione anche per Anton Florencio, un giovane brasiliano originario di Bahia che si esprime attraverso la pittura medianica: ispirato, come lui stesso ha spiegato, dai suoi spiriti guida è in grado di riprodurre in pochi minuti i capolavori degli artisti del passato usando solo le dita come pennelli per distribuire i colori. In un quarto d’ora è in grado di riprodurre un Van Gogh o un Matisse. Esagerazioni della fantasia? In sala ha dato un saggio delle sue capacità. Il messaggio? La nuova “era di luce” che si avvicina a grandi passi, come ripetono tutti.

E su questo concordano, in un cammino di purificazione, anche sacerdoti, come il domenicano don Sergio Messina e padre Girolamo Grosso che hanno spiegato attraverso quali vie faticose, come le perdite dei propri cari, si possa arrivare alla consolazione misericordiosa di Dio.

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