«Turismo, in Appennino occorre ripensare il sistema»
RIOLUNATO. Le difficoltà turistiche che sta vivendo oggi l'Appennino costringono a ripensare tutto il sistema, dall'alto al basso. È in sintesi il messaggio arrivato dal convegno che si è tenuto...
RIOLUNATO. Le difficoltà turistiche che sta vivendo oggi l'Appennino costringono a ripensare tutto il sistema, dall'alto al basso. È in sintesi il messaggio arrivato dal convegno che si è tenuto venerdì sera a Riolunato, in cui l'associazione per lo sviluppo territoriale Sepi ha fornito dati emblematici, fra cui un calo del 37,6% dei pernottamenti nel Frignano dal 2007 al 2013 e un crollo della presenza degli stranieri del 50,2%.
Proprio loro invece, attraverso un'adeguata vetrina internet, potrebbero essere un valido elemento di rilancio di una proposta turistica che, come è stato sottolineato dallo stesso presidente Sepi Stefano Stanzani, porti a divulgare eccellenze che non siano soltanto neve: «Dalla gastronomia - ha spiegato – alla raccolta dei frutti di stagione, l'attenzione a sport giovani come canoa e motociclismo, poi il trekking, pesca, orienteering, avventura ma anche luoghi religiosi da promuovere».
Il pubblico – fatto in gran parte da operatori del settore, dagli albergatori alle agenzie immobiliari – si è mostrato perfettamente consapevole della necessità di un ripensamento generale.
C'è chi ha invocato una nuova sinergia con la Toscana – che ha fatto veramente molto fino ad ora nel recupero dei borghi - rilanciando l'idea del “grande Appennino”.
Ma anche chi, guardando all'oggi, ha chiesto al Consorzio Valli del Cimone nuovi piani di prospettiva, agendo là dove i Comuni da soli non possono.
Lo stesso presidente Alessandro Tebaldi in chiusura della tavola rotonda che ha visto un’ottima partecipazione ha preso la parola per fare il punto complessivo della situazione: «Credo – ha sottolineato – che non sia più possibile la presenza di enti che si sovrappongano. Io sono qui pro tempore e sono disposto a una riflessione generale che intanto parta dai nuovi vertici regionali. Studiamo un piano con loro per capire dove si può crescere, e poi facciamo le nostre scelte organizzative».
Daniele Montanari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google