Negozi in agonia, sos al Comune
Confesercenti chiede un incontro urgente: dal 2008 fatturati in calo costante per metà delle imprese
Un vero e proprio “sos” per il piccolo commercio, con la richiesta urgente di un incontro con l’amministrazione che permetta di fare il punto della situazione, individuando problemi e soluzioni e soprattutto lanciando un segnale agli operatori che ridia un po’ di slancio alle attività. Da viale Medaglie d'Oro, alla Sacca, ma anche in altre parti della città, la sofferenza del commercio di vicinato a seguito soprattutto della crisi è nota e grave. A rimarcare quella che ormai è diventata un’emergenza è Mauro Salvatori, presidente Confesercenti per l’area Modena che ricorda come «una percentuale di imprese stimata tra il 40 e il 50% dal 2008 mostra un calo costante del fatturato, dell'occupazione, del reddito. Sono molti gli operatori che tirano avanti attingendo ai propri risparmi e soprattutto con la consapevolezza che chiudendo bottega sarebbe estremamente difficile e complicato ricollocarsi sul mercato. "La speranza - prosegue Salvatori - è che nei prossimi mesi, come auspicato da più parti, ci sia una ripresa dei consumi interni delle famiglie. Altrimenti le prospettive per il settore saranno drammatiche col rischio reale che la disoccupazione da lavoro autonomo cresca in modo esponenziale andando ad ingrossare il dato di quella più complessiva». Al problema della chiusura delle attività si aggiunge, non più sul fronte dell’economia ma su quello della sicurezza e della vivibilità, una progressiva desertificazione commerciale di intere aree della città che si traduce in degrado e diffusione di microcriminalità. E in proposito Salvatori fa riferimento anche all’impatto che sul dettaglio hanno le grandi realtà distributive. «Le dichiarazioni, anche disilluse, degli operatori di questi giorni, sono la prova che in città esiste un problema di grande sofferenza che riguarda la rete commerciale al dettaglio - dice - che deve essere affrontato con un progetto complessivo di rilancio del ruolo anche sociale che essa esercita. Per questo è indispensabile porsi la questione dell'equilibrio della rete distributiva e valutare concretamente se l'inserimento di nuove strutture di vendita che non siano il risultato di accorpamenti o riqualificazione dell'esistente, non introducano ulteriori elementi distorsivi sul mercato. Porre al centro della discussione pubblica il tema del rilancio della funzione del commercio di prossimità, significa - continua Salvatori - porsi l'obiettivo prioritario di destinare risorse pubbliche a progetti di valorizzazione di quelle aree del territorio cittadino in cui disagio e desertificazione sono evidenti. Favorendo in tal senso, anche processi di aggregazione tra gli stessi operatori sul versante della promozione delle attività. Si potrebbe poi sostenere l'inserimento di nuove attività sia intervenendo con incentivi per i proprietari dei negozi, sia agendo sulla tassazione locale riducendola se non escludendola per un tempo concordato. Un ruolo importante potrebbe poi essere riservato alle Associazioni imprenditoriali per la presentazione dei progetti di valorizzazione, ma anche sul versante della formazione professionale che dovrà riguardare anche imprenditori stranieri che operano sul territorio».
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