Abusi edilizi, in campo un pool di esperti
Serramazzoni. Il Comune ha affidato l’incarico a tecnici specializzati che dovranno verificare tutte le pratiche dubbie
SERRAMAZZONI. Un pool di esperti per sciogliere una matassa troppo ingarbugliata. Vi ricorrerà il Comune di Serramazzoni per far fronte agli spinosi casi urbanistici che hanno interessato il territorio negli ultimi anni. Una ventina in tutto, finiti al centro di attenzioni giudiziarie per presunti abusi edilizi. La magistratura sta compiendo il suo percorso, a differenti gradi, ma a fianco di questo ce n'è da percorrere anche uno amministrativo, con accertamenti che possono condurre a sanzioni o, nei casi più gravi, ritiro della licenza. Un'opera complessa, al di là delle competenze di un piccolo Comune, che però vuole e deve dare risposte. Ecco dunque la decisione di affidarsi a specialisti del settore, nello specifico quelli della ditta Oikos di Bologna che già si era occupata nelle settimane scorse - a seguito di procedura ad evidenza pubblica - della revisione e dell'aggiornamento degli strumenti urbanistici. Conoscendo bene il contesto, ora il compito di dirimere le questioni calde, perché - come si sottolinea nell'affidamento - «la mancata definizione di tali pratiche comporterebbe inadempimento di atti dovuti, nonché il mancato introito delle somme per oneri concessori, oblazioni o sanzioni eventualmente da riconoscere al Comune, con conseguente danno economico per l’ente». L'impegno è sensibile dal punto di vista finanziario, perché in tutto verrà a costare 48mila euro, spalmati però fino al 2016. Ma se si spende qualcosa è per la previsione di incassare di più. «Abbiamo molta fiducia nell'operato di questo pool – sottolinea l'assessore all'Urbanistica Andrea Convenuti – perché è composto da un'equipe multidisciplinare con tecnici, urbanisti e avvocati in grado di dare una consulenza a 360 gradi sulle pratiche in oggetto. All'interno del Comune non avevamo figure di tale specializzazione per far fronte a casi così complessi: non si tratta solo di accertare difformità, ma di compiere anche approfondimenti su atti autorizzativi che ci paiono illegittimi». Con il verdetto degli esperti in mano, il Comune farà i suoi passi: «Ad ognuna delle pratiche – spiega – corrisponderà un atto amministrativo, che potrà essere sanzione ma anche annullamento del titolo o dell'intero piano particolareggiato. Insomma, il rientro nella legalità, che per noi è obiettivo imprescindibile». Il responso sul singolo caso farà poi scuola, permettendo di esprimersi autonomamente su problematiche simili. Il contributo del pool si è già avvertito in un ambito caldo come quello di Casa Fenocchi, dando modo al Comune in sede di processo di rafforzare la propria posizione di parte civile. E proprio qui, in attesa della sentenza, si è già prossimi a tirare le fila: «Siamo a buon punto - dice Convenuti - e ormai crediamo di poter concludere il procedimento amministrativo in tempi molto brevi, con idonei provvedimenti».
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