«Malata d’Alzheimer sballottata»
«In una casa privata 2700 euro al mese: io ne guadagno solo 1200»
«Non auguro a nessuno di trovarsi in una situazione simile».
Questa è la testimonianza di una famiglia alle prese con l’amata nonna che nel giro di pochi mesi si ammala di Alzheimer. Un’odissea che vale la pena raccontare. «Circa un anno fa - racconta il figlio 50enne dell’anziana - mia madre ha iniziato a stare poco bene. In pochi mesi ha perso la memoria ed era impossibile continuare a lasciarla sola nel suo appartamento dopo che mio padre è deceduto. Così - continua - ho chiesto in Comune dove però ho appreso che per ragioni economiche al momento mia madre non aveva diritto a entrare in una struttura pubblica. Era nella lista d’attesa, ma troppo indietro per sperare di avere un accesso rapido in una casa protetta convenzionata».
Ecco qual è la situazione economica di questa famiglia: il figlio è fattorino e percepisce 1200 euro al mese; la moglie lavorava part-time a 600 euro al mese ma è in mobilità; la figlia ventenne fa lavoretti saltuari. L’anziana percepisce una pensione di 800 euro al mese. «Il nostro problema - racconta l’uomo - è che l’appartamento in cui viveva mia madre è di sua proprietà. Nel 2008 valeva 130mila euro, adesso forse riesco a venderlo a 65mila euro. Ma per il reddito Isee resta un immobile e ci riduce le possibilità di salire nella lista d’attesa». Così, nel frattempo, l’anziana è stata prima nelle strutture di Castelnuovo Monti (retta da 2500 euro al mese), a Modena (2700 euro al mese) e adesso è a Ostiglia (2mila euro al mese). Perché non inserirla nella casa privata di Carpi (almeno è vicina)? «Non c’era posto - conclude l’uomo -. In ogni caso in tre anni spenderemo l’equivalente del valore dell’appartamento di mia madre. Sempre che qualcuno lo compri».
Rino Filippin
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