«Pubblicità e vetrine, si paga»
Difesa della sanzione da 1400 euro a un parrucchiere di via Tassoni
Già paga 870 d’imposte pubblicitarie ma la multa da 1400 euro al metro proprio non va giù al parrucchiere di via Tassoni che si è vista recapitare la multa per aver sforato gli spazi reregolarmente pagati sulla sua vetrina. «Se ce lo avessero detto - ha detto alla Gazzetta nei giorni scorsi avremmo rimosso tutto».
Di qui la lettera all’assessore Rotella che oggi replica a stretto giro di posta. «L'imposta sulla pubblicità - dice - è armonizzata a livello nazionale. Il Comune ha una tariffa allineata a quella di altri Comuni emiliani capoluogo, come Bologna, Parma e Reggio Emilia».
«Comprendo le difficoltà dei commercianti – prosegue - e avevo già instaurato un dialogo con lui al telefono e annunciandogli un incontro nel quale ascoltare le sue ragioni; erano pure stati attivati gli uffici coinvolti per conoscere nel dettaglio il caso. Ogni segnalazione può aiutarci a migliorare e siamo sempre disposti all’ascolto. La sua richiesta di essere prima avvisato e poi eventualmente multato mi sembra però paradossale: c’è un principio di fondo di imparzialità dell’amministrazione anche in tempi difficili e di crisi. Ci sono regole ben chiare e conosciute che devono essere rispettate da tutti.
Certo è che il titolare dell’attività, come è giusto, conosce le regole e le tariffe, a suo stesso dire anche di Comuni diversi. L’entità della sanzione comminatagli, parametrata alle tariffe in vigore, testimonia di un’infrazione che non è limitata a pochi centimetri ma a una superficie più ampia, di diversi metri quadri». Questione aperta: perchè non attivare un ravvedimento operoso, cioè prima l’adeguamento e poi la multa in caso di inadempienza?
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