Quella lunga lista d’attesa per entrare all’ospizio
Oltre cento gli anziani che aspettano si liberi un posto nelle strutture pubbliche L’assessore Depietri: «Le domande per i non autosufficienti sono in aumento»
Sono cento gli anziani in lista d’attesa per entrare in una struttura residenziale pubblica. Si tratta di persone non autosufficienti che hanno bisogno di una struttura assistenziale operativa 24 ore su 24.
In realtà sono molte di più le famiglie alle prese con problemi di anziani gravemente malati. Tanti però non possono permettersi di pagare la seppur ridotta tariffa di assistenza pubblica, così si arrangiano a casa con parenti e badanti.
«Il problema - dice l’assessore ai servizi sociali Daniela Depietri - esiste nonostante il nostro territorio abbia a disposizione 316 posti residenziali. Un’altra struttura protetta, anche non convenzionata, sarebbe utile in città, ma fino ad oggi non ci sono stati imprenditori che hanno scelto di investire su questo settore. Ho avuto incontri, ma tutti puntavano alla convenzione con il servizio pubblico». Fortunatamente a breve riaprirà la struttura di Novi, ampliata con ulteriori 35 posti in più, per un totale di 75 complessivi. Resta comunque il fatto - conclude l’assessore - che il tema è di estrema attualità e infatti l’Unione Terre d’Argine si sta attivando in vari modi per fare fronte a questo problema».
Il punto è che per accedere alla lista degli anziani in attesa di un posto letto bisogna avere un reddito basso, molto basso. Ma non è sufficiente che ad avere un Isee basso sia il malato. Anche i figli devono rientrare nella categoria dei “poco abbienti”, altrimenti devono essere loro a contribuire al pagamento della retta. Per quanto riguarda il Comune, nel caso in cui la famiglia sia al limite superiore del reddito previsto, è prevista una tariffa massima di 49,50 euro. Da questa cifra si può solo scendere.
E nelle case private? Si possono arrivare normalmente a pagare oltre 80 euro al giorno. A conti fatti a fine mese si deve staccare un assegno che supera i 2mila euro. A cifre simili è facile immaginare quanto ne risenta il bilancio familiare di una famiglia del ceto medio che probabilmente vedrà abbassarsi il proprio tenore di vita. Ma non è tutto. Anche volendo pagare la retta di una struttura privata, spesso non si trova posto. Almeno a distanze accettabili, come dimostra l’intervista qui sotto.
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