Gazzetta di Modena

Modena

NEGOZI

Via Giardini, il commercio resiste tra clienti affezionati e nicchie di mercato

di Beatrice Ferrari
Via Giardini, il commercio resiste tra clienti affezionati e nicchie di mercato

Ma sono cambiate le abitudini: «Spendono meno, si cerca di abbassare i prezzi, ma sembra non sia mai abbastanza»

4 MINUTI DI LETTURA





Continua l'inchiesta della Gazzetta di Modena tra i quartieri della città per capire gli umori, ma soprattutto l'andamento delle vendite dei negozi, storici e non.

Abbiamo già in passato rassegna la zona di via Medaglia d’Oro, la prima, quella nella quale il sindaco Muzzarelli è tornato negli stessi negozi da noi intervistati per provare a trovare una soluzione virtuoso che nel medio periodo possa combattare la crisi. Poi il centro commerciale della Sacca e la zona Musicisti. E continueremo anche nelle prossime settimane.

Questa volta a dire la loro sono stati i commercianti di Via Giardini. Ma in questo caso, l'aria (delle vendite) che si respira è leggermente migliore rispetto ad altre zone.

Sia chiaro, la crisi dei redditi e dei consumi non ha risparmiato nemmeno i negozi di questa parte di Modena, ma sarà l'afflusso superiore di persone, sarà che nella zona delle saracinesche abbassate se ne vedono poche, i commercianti esordiscono tutti con la stessa frase “si tira avanti”.

Naturalmente ogni esercente ha la propria realtà alla quale guardare, ogni settore è stato toccato in maniera più o meno prepotente dalla crisi, ma tutti cercano di sopravvivere nel migliore dei modi.

I più “colpiti” sono quei negozi che sono stati trascinati dentro la crisi a causa di quella concatenata economia che gli ha costretti a dipendere da altre attività.

E' il caso del signor Agostino Pugnaghi, storico fotografo di Via Giardini, che per anni ha fotografato «tutte quelle opere di antiquariato che venivano restaurate, testimoniando ogni loro cambiamento. Ora che i soldi non ci sono più, anche questo tipo di attività è finita nel dimenticatoio - spiega l'esercente - Cerco di abbassare sempre di più i miei prezzi, ma non è mai abbastanza».

Altri negozi invece registrano un andamento irregolare delle loro vendite, contando su giorni nei quali l'afflusso di gente è maggiore, altri dove invece dalla porta non entra nemmeno un cliente.

A testimoniarlo è Donatella Ferrari, proprietaria del forno nel quartiere. «Ormai non ci sono più regole da seguire. L'unica cosa certa è che la gente spende meno e risparmia sulle piccole cose».

Un'attività della zona che ha fatto del risparmio della gente la sua fonte di reddito è la Boutique delle riparazioni di Mary Desiato, la quale negli ultimi dieci anni ha visto un forte cambio di tendenza.

«Prima le persone mi portavano oggetti nuovi da riparare. Ora la maggior parte di scarpe e borse che riparo sono state acquistate anni fa e le persone le fanno riparare anche più di una volta per poterle utilizzare il più possibile».

C'è poi una certa fascia di negozi che, consapevole del periodo, non si lamenta di quello che sta vendendo. Certo, un confronto con il passato è inimmaginabile, ma si cerca di tirar fuori il buono dalla situazione. Come nel caso di Andrea Scala, proprietario della Bottega dei Golosi 2, che spinto dalla passione per vini e prodotti ricercati di alta qualità, ha deciso di buttarsi in questa sua nuova avventura cinque anni fa.

«Il settore enogastronomico è tra quelli meno colpiti dalla crisi, forte del fatto che la clientela si posiziona su una faccia medio-alta che è ancora in grado di spendere qualcosa in più».

Anche il negozio “Piante e fiori” di via Giardini non ha perso i suoi clienti affezionati, «che oggi spendono meno, mantenendo le vendite su una buona media».

C'è poi una ristretta faccia di negozi che ha la fortuna di avere la fila di clienti ogni volta che si entra. È sicuramente il caso dell'Angolo della Pasta, presente dal 1985, che non si può certo lamentare delle vendite, «derivanti da una qualità del prodotto ricercata che difficilmente si trova nella grande distribuzione», afferma Talia Raimondi.

Infine Via Giardini è stata la scommessa di due esercenti, con diverse attività, ma accumulati dalla stessa idea: l'afflusso di persone della zona è un valore aggiunto per le vendite. È il caso di Libero Piemontese che, dopo essersi laureato di giurisprudenza ed aver aspettato quattro per un lavoro nell'ambito forense, ha deciso di puntare sulla tabaccheria Giardini.

«Per ora le vendite non vanno male e riesco a portare sempre a casa qualcosa a fine giornata». Invece Patrizia Ghiselli, ha deciso di trasferire il suo negozio di stoffa e tessuti su una laterale di via Giardini «per incrementare le vendite. La zona, molto trafficata, ha aumentato il mio giro di affari e di clienti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google