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Cambiali per 69 milioni ma il centro non si rialza

di Giovanni Vassallo
Cambiali per 69 milioni ma il centro non si rialza

A fine anno le richieste presentate erano 475. Il nodo e le polemiche sui tecnici Il vicesindaco: «Siamo a un terzo». Sollecitati i proprietari di immobili in paese

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NOVI. Il tema della ricostruzione privata, oltre ad interessare personalmente buona parte dei cittadini novesi, é ormai da mesi oggetto di scontro politico. Da un lato le opposizioni sottolineano un'eccessiva lentezza della ricostruzione e la diaspora di circa 1000 abitanti, dall'altro la maggioranza evidenzia come siano diversi i cantieri ad aver preso il via nel corso di questi mesi. Secondo i dati aggiornati al 31 dicembre scorso le richieste di contributo pervenute sono 475, 154 delle quali in istruttoria, mentre risultano 321 le cambiali Errani emesse, per un valore di 69 milioni 779 mila euro. I Sal erogati sono 348 ed ammontano a circa 22 milioni, ma di questi solo 132 sono a saldo e a chiusura dei cantieri (con il contestuale rientro in abitazione). Sono invece 46 i Sal al 15 %, 55 i Sal al 40 %, 65 i Sal al 50 % e 50 i Sal al 70 %. Nel mirino della critica finiscono ancora una volta i tecnici, accusati di rallentare le operazioni. «Alcuni di loro hanno accumulato troppe pratiche, e qualcuno ha cercato di fare le integrazioni senza seguire le direttive della Regione - spiega Davide Boldrin, di «Alternativa per Novi” - In molti casi i lavori avrebbero l'ok per partire, ma spesso trascorrono mesi prima che ciò avvenga». «I tecnici hanno dovuto adeguarsi alle innumerevoli ordinanze commissariali e l'aggiornamento sul campo ha richiesto parecchio tempo - commenta Andrea Ferraresi, di “Uniti per Novi, Rovereto e Sant'Antonio” - Ma la ricostruzione procede lentamente e sono molti i locali in vendita, per cui dubito che tutti abbiano intenzione di rientrare». Una preoccupazione, questa, condivisa anche da Mauro Fabbri: «Sull'intero territorio comunale sono stati registrati circa 1660 edifici inagibili, di cui 2/3 in classe E - sottolinea il consigliere di “Progetto Comune” - Escludendo le prenotazioni, le Umi e quei casi di immobili già disabitati al momento del sisma, e che dunque difficilmente verranno ricostruiti, all'appello mancano diverse persone. Il quadro normativo é definito da ormai due anni e chi aveva realmente intenzione di ricostruire si é già attivato, mentre molti altri non l'hanno fatto». «I cantieri ci sono, basta fare un giro per Novi e Rovereto - replica il vicesindaco Italo Malagola - Siamo a circa 1/3 della ricostruzione, anche se é difficile azzardare previsioni di rientro, poiché ogni caso ha una storia a sé. La situazione più critica riguarda il centro storico, ma abbiamo più volte sollecitato i proprietari ad attivarsi in tal senso». Uno dei parametri della velocità della ricostruzione é il Cas, che per le mensilità di ottobre e novembre 2014 ammonta a 740 mila euro. Sono invece circa 90 i nuclei familiari che si apprestano a concludere il terzo inverno all'interno dei moduli abitativi, mentre nel gennaio 2013 furono 125 i Map installati. Trenta di essi verranno svuotati nel corso di quest'anno, ma é improbabile una chiusura totale entro dicembre 2015, così come invece ipotizzato dalla Regione. «Si tratta di una previsione azzardata, non é scontato trovare una sistemazione alternativa per tutti - prosegue Malagola - In assenza di adeguati percorsi di rientro siamo costretti ad attendere i ritmi della ricostruzione». (3 continua)

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