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il vescovo RASSICURA

Diocesi salva dai tagli del Papa

La spending review non tocca le comunità di oltre 100mila fedeli

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Non toccherà la diocesi di Carpi la spending review annunciata nei giorni scorsi da Papa Francesco.

Il Pontefice ha infatti reso nota l’intenzione di dare atto ad una massiccia riduzione in termini di costi fra istituzioni, risorse materiali e personali attraverso un dossier, in questi giorni sotto osservazione dal dicastero vaticano dei vescovi, guidato dal cardinale Marc Ouellet. Il programma di Papa Francesco si propone di accorpare una trentina di diocesi con meno di 100mila abitanti ciascuna. «La questione non dovrebbe riguardare la nostra Diocesi – commenta il vescovo Francesco Cavina – perché non ci sono i presupposti per attuare un accorpamento, secondo i requisiti indicati dal Santo Padre. Nelle intenzioni del Pontefice, infatti, vi è l’accorpamento delle diocesi con meno di 100mila abitanti. Il territorio di nostra competenza, invece, conta un numero maggiore di persone». La diocesi di Carpi conta 130mila abitanti e paga il conto ad una burocrazia che, dopo un primo, iniziale passo in avanti verso la ricostruzione della Cattedrale, ora sta bloccando i lavori. La speranza ribadita ora dal vescovo è quella che i lavori al Duomo ripartano velocemente perché la città possa riavere la sua Cattedrale, «Dopo un inizio abbastanza promettente, ora i tempi si sono allungati per una burocrazia asfissiante. – commenta il vescovo Cavina - Viviamo in un limbo dove le risposte si fanno sempre più lunghe suscitando un senso di frustrazione e di incomprensione del dramma che noi stiamo ancora vivendo in molte zone. La possibilità di invitare il Santo Padre per l’inaugurazione del Duomo diventa sempre più tenue con l’allungarsi dei tempi. Siamo in attesa di una risposta per giungere alla definizione del restauro che riguarda il tetto e la riqualificazione del sottotetto».

Serena Arbizzi

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