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I giovani ricordano gli orrori di Auschwitz

I giovani ricordano gli orrori di Auschwitz

Pavullo. Cerimonia ieri con gli studenti dell’istituto Marconi. Ricordato Lorenzini, Giusto fra le nazioni

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PAVULLO. È stata una Giornata della Memoria davvero sentita quella di ieri a Pavullo, che in occasione del 70° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, ha visto un forte momento di condivisione insieme agli studenti dell'istituto tecnico professionale Marconi. Introdotta dal professor Federico Marassi (responsabile del laboratorio socio-antropologico) e dal dirigente scolastico Giulio Menetti, la mattinata ha visto la presenza del sindaco di Pavullo Romano Canovi e del collega di Lama Fabio Canovi nella sala riunioni dove ancora sono affisse le emblematiche foto del viaggio nei lager della IV D nel 2013. È stata ricordata innanzitutto la figura di Antonio Parenti, scomparso l'anno scorso, personaggio di spicco del mondo politico, amministrativo, sindacale e culturale di Pavullo ma anche figura di primo piano del mondo scolastico, che da presidente di distretto si adoperò per fare in modo che l'istituto, da succursale del Corni, acquisisse una sua indipendenza. Per questo, nel riconoscerne l'impegno, si è lanciata l'idea di intitolargli la struttura. Quindi è stata la volta dell'uomo simbolo della giornata, Antonio Lorenzini, impiegato dell'anagrafe di Lama Mocogno che, rischiando di prima persona, salvò dai nazisti molti soldati italiani e famiglie intere di ebrei falsificando i documenti. Non lo disse mai a nessuno, finché la cosa non venne alla luce nei primi anni Sessanta e gli valse la nomina tra gli otto “Giusti fra le nazioni” della provincia di Modena. A lui è stato dedicato l'ulivo piantato nel cortile nel 2011 con il sentito momento di passaggio della memoria, ovvero della targa in suo ricordo, fra gli studenti della IV A professionale e della III D tecnico-automazione. Ma prima, la proiezione del toccante video “L'orizzonte di Fossoli”, realizzato dagli studenti con immagini inedite e frasi tratte dalle lettere di prigionieri del campo di concentramento di Fossoli. Quindi, la lettura da parte della studentessa Chiara Luppi della poesia “Il tramonto di Fossoli”, scritta da Primo Levi. Oltre al tradizionale viaggio ad Auschwitz che verrà compiuto a marzo, gli studenti a febbraio verranno coinvolti nell'interessantissimo progetto “Pietre della memoria”, che li porterà a ritrovare nei diversi luoghi della montagna i cippi dedicati ai caduti ripercorrendo le loro storie.

Daniele Montanari

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