Operai in nero, imprese sospese
Concordia. Blitz della Finanza in un laboratorio biomedicale e cantiere del sisma
CONCORDIA. La piaga del lavoro nero abbraccia i settori produttivi della Bassa. Non è una novità, soprattutto nei momenti di crisi, ma una doppia operazione della Guardia di Finanza di Mirandola fa riesplodere la questione. E a finire nel mirino della Fiamme Gialle ci sono sia il mondo del biomedicale che quello dei cantieri edili post-sisma, due ambiti da tempo controllati e tenuti sotto stretta osservazione.
Partiamo dall’ambito post-sisma e da quel mondo oscuro in cui navigano le imprese speculative, ossia quelle che offrono al cittadino sfollato prezzi bassi a fronte di interventi comunque di livello. Il margine operativo infatti cresce a dismisura rispetto al budget fissato e autorizzato dagli uffici tecnici comunali se si dà lavoro a dipendenti “fantasma” che di fatto non risultano occupati e per i quali non bisogna versare né regolari contributi né garantire una retribuzione adeguata. E in questo ambito la Finanza mirandolese durante uno degli innumerevoli controlli disposti da due anni a questa parte ha scoperto, in un cantiere della ricostruzione, due lavoratori irregolari sui tre identificati e notificando, poco dopo, la sospensione del cantiere fino all’emersione dei dipendenti. Il titolare dell’impresa dovrà quindi saldare le irregolarità, versando i contributi e poi potrà riprendere l’intervento.
«Gli ulteriori accertamenti - spiega una nota della Finanza - hanno consentito di determinare le violazioni fiscali e contributive legate all’utilizzo di manodopera irregolare. Per i titolari delle ditte utilizzatrici dei lavoratori in nero, oltre all’applicazione della maxi-sanzione da 1.500 a 12mila euro per ciascun lavoratore, è scattata la segnalazione alla Direzione provinciale del lavoro che prevede la sospensione delle attività che impiegano personale non in regola in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro all’atto del controllo. L’attività ispettiva svolta ha consentito di rilevare come il lavoro nero sia ancora ampiamente diffuso e come determini fenomeni di concorrenza sleale che, soprattutto in periodi di crisi come quello attuale, mettono fuori mercato le imprese che rispettano la normativa in materia di lavoro sopportandone gli oneri».
Ma la Finanza ha anche controllato un laboratorio che si occupa di assemblare prodotti per il biomedicale. È di proprietà di un imprenditore cinese che dava da lavorare - così hanno accertato le Fiamme Gialle - a dieci dipendenti, sei dei quali “in nero”. Anche in questo caso è scattata la sospensione dell’attività, almeno fino alla regolarizzazione dei lavoratori. (fd)
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