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A Finale arrestato tecnico comunale

di Francesco Dondi
A Finale arrestato tecnico comunale

Preso all’alba Giulio Gerrini, responsabile dei Lavori Pubblici Favori e falsi per far vincere gli appalti alla ditta di Bianchini

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FINALE. Il suo atteggiamento gli aveva attirato gli strali di colleghi e imprenditori costretti a frequentare l’ufficio Lavori Pubblici. Ma per molti, dietro ad un carattere burbero, Giulio Gerrini, 50 anni, residente a Casumaro, era un grande lavoratore. Ma il suo operato è stato per anni al centro delle discussioni politiche a causa della superficialità con cui elaborava i documenti di affidamento lavori. Superficialità apparente, dal momento che gli inquirenti gli contestano l’abuso d’ufficio continuato. Semplificando: aveva adottato un modus operandi funzionale ad aiutare le imprese amiche, prima tra tutti la Bianchini Costruzioni.

Va detto, prima di addentrarsi nel filone d’inchiesta, che Augusto Bianchini e Giulio Gerrini si conoscevano da tempo, fin da quando il geometra - ora capo ufficio del settore Lavori Pubblici - aveva iniziato a collaborare direttamente con l’impresa di San Felice. Tornato a tempo pieno in Comune i rapporti si erano rinsaldati e con l’arrivo del terremoto molti favori risultano fatti al vecchio amico. Viaggiano spesso in auto insieme - come dimostrano le intercettazioni in cui Gerrini consiglia a Bianchini di adottare una tattica equilibrata con il sindaco Ferioli - ma soprattutto fanno affari.

“Con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso si accordavano tra loro creando sinergia totale di azione giungendo a determinare nei minimi particolari numerosissimi appalti del Comune - scrivono gli investigatori - in relazione ai lavori del sisma e smaltimento rifiuti”.

Sono almeno dieci i casi in cui Gerrini finisce sotto la lente di ingrandimento dei carabinieri. Per l’urbanizzazione di viale Della Rinascita, dove ora sorgono le nuove scuole, pubblicò un bando con tempistiche talmente tanto strette che vinse Bianchini, che conosceva in anticipo le caratteristiche previste proprio perché metteva a disposizione un consulente ad hoc per elaborare i progetti. E ancora, per permettergli di incassare i soldi del subappalto della lottizzazione del palazzetto dello sport e della biblioteca, fece risalire la conclusione dei lavori ai giorni precedenti all’esclusione della Bianchini dalla white list. E lo stesso trattamento venne poi riservato alla Ios, l’impresa aperta dal figlio Alessandro Bianchini, già collaboratore del padre e conoscitore delle cose finalesi. A lui, due giorni dopo l’apertura della nuova impresa, senza richiesta di iscrizione alla white list e senza documenti quali la Soa, venne subito affidato un appalto al di sotto dei 40mila euro, in modo tale da aggirare il bando di gara. E sempre la Ios si è occupata della rimozione delle macerie del Mastio del Castello. Un intervento da 68mila euro - era necessario procedere con una gara pubblica - che venne suddiviso in due parti, così da poterlo assegnare direttamente.

Ma oltre al rapporto con la famiglia Bianchini, segnalato a più riprese anche dalle opposizioni e le cui ricadute in municipio hanno portato grandi tensioni non solo in giunta ma anche tra i dirigenti dei vari uffici, Gerrini aveva anche un tornaconto economico personale. Gli viene infatti contestata un’indebita acquisizione di oltre 112mila euro tra il 2012 ed il 2013. Non si tratta di premi di produttività - i suoi erano molto alti rispetto a quelli dei colleghi - ma vengono fatti risalire alla famosa legge Merloni. Per ogni progetto elaborato, infatti, c’è un incentivo di progettazione pari al 2% dell’importo a base d’asta da appaltare. Gerrini, però, molti progetti li ha soltanto firmati, affidando ad altri la progettazione e attribuendosene il merito. E ad aiutarlo in questa progettazione c’era un collaboratore di Bianchini che poi vinceva il bando. Addirittura per ottenere l’incentivo relativo “all’area parcheggio e viabilità esterna dei lotti per la realizzazione della palestra, della scuola media e del municipio”, disse che l’opera era già conclusa quando invece non era affatto vero.

francescodondi

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