Ciclista morì al traguardo: prosciolta addetta della gara
SPILAMBERTO. È arrivato a una svolta il processo sulla morte di Andrea Vascoli, il 35enne di Spilamberto deceduto nell’aprile del 2013 a Correggio durante la gara “Pasqua del ciclista”, a 150 metri...
SPILAMBERTO. È arrivato a una svolta il processo sulla morte di Andrea Vascoli, il 35enne di Spilamberto deceduto nell’aprile del 2013 a Correggio durante la gara “Pasqua del ciclista”, a 150 metri dal traguardo, sotto gli occhi del padre e del fratello, per le ferite riportate in seguito allo schianto contro un palo della luce. E proprio per la mancata protezione di quel palo i familiari avevano fatto causa agli organizzatori della manifestazione, puntando il dito contro Roberto Bizzoccoli della Ciclistica Correggio, Gilberto Fornaciari della Lega Ciclismo Uisp di Reggio e Paola Pilati (identificata all’epoca come giudice di gara).
«Se ci fosse stata una protezione adeguata in tutte le zone di pericolo per i ciclisti – aveva commentato Celestino Salami, l’avvocato della famiglia Vascoli – forse la morte di Andrea, giovane marito e papà, sarebbe stata evitata».
Ieri, dopo due tentativi di archiviazione del caso, cui la famiglia si era opposta, Paola Pilati è stata prosciolta perché «assolutamente estranea ai fatti».
«Sono molto soddisfatto – dice il suo avvocato, Fabrizio Pancaldi – Nonostante fosse stata inquadrata inizialmente come giudice di gara, è stato appurato che Paola Pilati non aveva alcuna responsabilità e che non faceva nemmeno parte dell’organizzazione. Si trovava sul traguardo perché era l’addetta al fotofinish e il suo compito era quello di stilare la classifica finale della gara che si è disputata».
Roberto Bizzoccoli e Gilberto Fornaciari restano sulla graticola: il gup Giovanni Ghini, infatti, si è riservato di prendere una decisione in merito alla loro presunta responsabilità.
Da valutare, sempre secondo il giudice, se Andrea Vascoli si sia schiantato contro il palo della luce o se abbia battuto violentemente la testa sull’asfalto.
Si attende dunque l’altra decisione sulla vicenda.
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