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Contratti di rete, Modena al vertice in Italia

Con 253 imprese coinvolte è fra le prime nei dati presentati da Unioncamere. Il “caso Rezdora”

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Cresce tra le piccole imprese dell'Emilia-Romagna, con Modena in bella evidenza, la voglia di affrontare la crisi creando collaborazioni attraverso il cosiddetto contratto di rete.

Già 1.162 piccole aziende hanno dato vita a sinergie che ne aumentano la capacità di essere competitive e il successo nell’ambito dei mercati internazionali senza sacrificare la propria individualità.

È nell'ordinamento italiano dal 2009 e il contratto di rete ha finora raccolto in Italia il consenso di 9.700 piccole imprese che hanno stipulato 1.927 accordi. Al 31 dicembre scorso, con le sue 1.162 aziende coinvolte, l'Emilia-Romagna è la seconda regione italiana in questa graduatoria, preceduta solo dalla Lombardia (2.110 imprese), terza è la Toscana (996).

Modena, che è seconda fra le province emiliano romagnole, inevitabilmente si segnala fra le prime in Italia.

I dati sono stati presentati ieri a Bologna nel seminario “Crescere e competere con il contratto di rete”, promosso da Unioncamere Emilia-Romagna. La provincia in cui sono stati stipulati accordi in maggior numero è quella di Bologna (253 imprese per 125 intese), seguita da Modena (249 aziende e 104 contratti), Reggio Emilia (116 e 66); poi Parma e Ravenna con 97 imprese, Forl-Cesena (75), Rimini (68), Ferrara (62) e Piacenza (56). Nei settori-cardine della contrattazione di rete, in regione ci sono le attività manifatturiere (453 imprese), quelle professionali, scientifiche e tecniche (124) e le costruzioni (108). L'esperienza gastronomica della modenese “Rezdora”, che unisce cinque imprese artigianali, è stata ieri una delle interessanti testimonianze aziendali di reti di impresa: oltre a Paolo Franchini e Federico Parmeggiani della rete Rezdora, ci sono stati anche gli interventi di Barbara Arbizzani del consorzio fidi Cofiter, e di Milena Cerdelli della High Quality di Parma.

Come nel resto del Paese, «anche in Emilia-Romagna - ha ricordato il presidente regionale di Unioncamere, Maurizio Torreggiani - il 95 per cento delle imprese ha meno di 20 dipendenti. Stiamo cercando di sviluppare un sistema che tenga insieme le aziende per aiutarle a vivere sul mercato internazionale, investendo su risorse che da sole non riuscirebbero a permettersi economicamente».

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