Gazzetta di Modena

Modena

OPERAZIONE AEMILIA

Giovanardi difende Bianchini: «Arresti assurdi»

Giovanardi difende Bianchini: «Arresti assurdi»

Il senatore: «Sono indignato: Augusto, la moglie e il figlio sono imprenditori in buona fede»

3 MINUTI DI LETTURA





Quando ieri sono emerse le gravissime contestazioni ai Bianchini, il pensiero di tutti è andato alle estenuanti difese, anche in Parlamento, che il senatore Carlo Amedeo Giovanardi ha esercitato anche di recente a loro favore. Ma lui, Giovanardi, parla di un “arresto incomprnsibile”.

« Sono arcifelice - afferma il senatore - se la magistratura colpisce esponenti della criminalità organizzata di stampo mafioso o 'ndranghetista. Esprimo invece tutte le mie preoccupazioni per l'incomprensibile traduzione in carcere a Parma di Augusto Bianchini e gli arresti domiciliari per la moglie e il figlio».

Giovanardi ricorda «che a seguito della interdittiva antimafia risalente all'inizio del 2013, decisa dalla prefettura di Modena, emessa per proteggere l'impresa Bianchini da possibili tentativi di infiltrazione mafiosa, la famiglia Bianchini è stata massacrata dal punto di vista economico, e l'azienda, che aveva circa 100 dipendenti è finita in concordato e ora rischia il fallimento».

«Dopo circa due anni, i titolari dell'impresa, di cui nella stessa interdittiva si precisava che non risultavano avere precedenti o procedimenti a loro carico relativi alla normativa sugli appalti, vengono arrestati: finalmente si potrà sapere di cosa sono accusati e potranno difendersi da accuse talmente gravi da giustificare la custodia cautelare, ricordando che per la nostra Costituzione sono non colpevoli sino a sentenza passata in giudicato». E’ invece probabile che negli atti dell’interdittiva siano stati inseriti solo alcuni punti essenziali, per non disvelare prima del tempo i contenuti delle indagini, anche se tra le righe della stessa interdittiva già si parlava di assunzioni di personaggi collegabili alla cosca, di altri personaggi che non risultavanoassunti ma che erano stati sorpresi a dirigere un cantiere a Finale della ditta Bianchini (Michele Bolognino) e di strane fatture trovate durante una perquisizione a Reggio.

Ma Giovanardi non arretra: «Confermo la mia convinzione sulla buona fede dei Bianchini, ribadisco la mia indignazione, come componente della Commissione antimafia, su quanto scritto nella relazione annuale della Direzione antimafia riguardo alle province di Modena e Reggio: “L'infiltrazione (mafiosa ndr) ha riguardato più che il territorio in quanto tale, con una occupazione militare, i cittadini e le loro menti con un condizionamento ancora più grave”. Poiché per fortuna a Modena e a Reggio non siamo tutti mafiosi, (come dimostrano fra l'altro il casi della Baraldi, Lami, Ge.Co., Dedalo a cui la prefettura di Modena ha dovuto revocare l'interdittiva antimafia) continuerò nelle sedi istituzionali e alla luce del sole una battaglia in difesa della legalità e della trasparenza affinché , come ha scritto il Sole 24 Ore si eviti “una disordinata rincorsa al merito antimafioso, che tradotto in norme di ogni ordine e grado, sfornate con la nota incultura legislativa ha prodotto una strumentalizzazione grossolana dagli effetti spesso letali per l'anello debole della catena, l'impresa”», conclude il senatore. (ase)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google