Gazzetta di Modena

Modena

pene ANCHE PER DUE ANARCHICI

Ferrari, ex Br irriducibile condannato con i no tav

Ferrari, ex Br irriducibile condannato con i no tav

Ci sono tre modenesi tra i 47 condannati dal tribunale di Torino per l'assalto No Tav. Due anarchici e un nome eccellente del terrorismo “rosso”: l'ex Br Paolo Maurizio Ferrari, oggi 69enne, un...

3 MINUTI DI LETTURA





Ci sono tre modenesi tra i 47 condannati dal tribunale di Torino per l'assalto No Tav. Due anarchici e un nome eccellente del terrorismo “rosso”: l'ex Br Paolo Maurizio Ferrari, oggi 69enne, un irriducibile della lotta rata comunista con alle spalle più di trent'anni di carcere. Le accuse contro gli imputati erano di lesioni, danneggiamento e violenza a pubblico ufficiale.

La sentenza, che ha suscitato anche una reazione delle frange antagoniste e dei movimentisti contro il cantiere in Valsusa, ha coinvolto anche lo spezzone bolognese del movimento antagonista. Quelli che frequentavano il circolo culturale anarchico Fuoriluogo: Roberto Nadalini, 34enne modenese, al quale è stata inflitta una pena di 4 anni e 3 mesi, e Salvatore Soru, 35enne sassolese, condannato a 4 anni e 1 mese (il pm aveva chiesto 3 anni e 11 mesi). Lo scorso marzo i due erano anche stati coinvolti nelle indagini proprio sul circolo Fuoriluogo usciti assolti dal processo a Bologna. Con la 27enne di Lecco Elena Riva, erano imputati per gli scontri del 3 luglio.

Ma il nome più importante di questo gruppo che unisce la galassia delle varie correnti e tendenze dell'estrema sinistra sia anarchica che comunista, è quello di “Mau il Rosso”. È stato condannato a 4 anni e 6 mesi di carcere. È quel Paolo Maurizio Ferrari che, arrestato il 27 maggio 1974 per il sequestro del giudice Mario Sossi e altri reati commessi dalle Brigate Rosse, resterà in carcere per trent'anni consecutivi senza chiedere mai revisioni, affidamenti o benefici di pena e senza mai chiedere assistenza legale a un avvocato. Un duro e un irriducibile. Il primo brigatista rosso arrestato e l'ultimo a uscire. Mau il Rosso è un modenese da anni slegato dalla sua città. Nato nel settembre 1945, poco dopo la fine della guerra, viene allevato dalla madre mentre non conoscerà mai il padre. Trascorre l’infanzia a Nomadelfia nella comunità cristiana di base di don Zeno Saltini in una società cristiana di base dove i rapporti tra le persone sono diretti, come le loro esigenze. A 23 anni lascia Nomadelfia e si allontana da Carpi per approdare alla Magneti Marelli di Torino. E' il 1968 e quando passa alla Pirelli di Milano entra in contatto con Curcio, Franceschini, Mara Cagol e diventa uno dei fondatori delle Br.

Dopo i trent'anni di carcere senza mai uscire, Mau il Rosso esce nel 2004 finisce la pena, esce dal carcere ed è ospitato da amici e conoscenti. Ritorna al centro delle cronache nel 2007 quando partecipa in prima fila a manifestazione contro il carcere de L'Aquila. Infine il 21 gennaio 2012 viene arrestato per un'indagine sugli scontri dei No Tav per una galleria della tratta Torino-Lione. La condanna di ieri è però in relazione gli scontri del 27 Giugno e 3 Luglio 2011 in Val di Susa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google