Gazzetta di Modena

Modena

Fervi acquista Ri-flex e punta alla Borsa

Fervi acquista Ri-flex e punta alla Borsa

Roberto Tunioli: «Con la ditta di Spilamberto diventiamo produttori per creare un gruppo industriale e poi quotarci»

2 MINUTI DI LETTURA





Una nuova realtà industriale che si auspica possa arrivare persino alla quotazione in Borsa. È questo l'obiettivo che si sono posti i soci della Fervi di Vignola, azienda che importa e distribuisce utensileria e acccessori. Ultimo capitolo della strategia di crescita è l'acquisizione (nel dicembre scorso) della Ri-flex di Spilamberto, specializzata nella produzione di abrasivi flessibili.

Il progetto è ambizioso ma il percorso è già avviato. Inizia nel 2010 quando Roberto Tunioli lascia la Datalogic e decide con Roberto Megna di rilevare la Fervi di Vignola. Tunioli passa così dall'hi-tech a un settore completamente diverso, con l'obiettivo di dare alla Fervi un modello organizzativo più stabile ed efficiente, che oggi l'ha portata a diventare un esempio di eccellenza per il mercato italiano, ma anche per quello estero. L'acquisizione di Fervi è stato solo un tassello del puzzle che Tunioli e Megna stanno costruendo. Perchè nel dicembre scorso si è conclusa l'operazione di acquisizione della spilambertese Ri-flex, che rende la Fervi anche produttore.

«Le acquisizioni di Fervi e ora di Ri-flex – sono le parole dello stesso Tunioli – rientrano in un piano decennale finalizzato alla creazione di un nuovo gruppo industriale. Siamo partiti dalla Fervi che, pur essendo un'azienda commerciale, presenta tuttavia forti connotati di carattere industriale; importando infatti da Paesi extraeuropei specifici prodotti e introducendoli, per la prima volta, sul mercato europeo, siamo considerati, a livello legale, dei costruttori. Per questo, pur non avendo una vera e propria unità produttiva, in Fervi l'ufficio tecnico e quello per il controllo della qualità per certificare i prodotti in base alle norme comunitarie, hanno un ruolo rilevante. Con l'acquisizione di Ri-flex abbiamo voluto intraprendere un'attività di tipo produttivo vero e proprio che ci consentisse anche una maggiore internazionalizzazione».

Ri-flex è un'azienda di piccole dimensioni, una quindicina di dipendenti e 7 milioni di euro di fatturato annui, ma con una forte vocazione internazionale se si considera che più del 50% del fatturato viene generato dalle esportazioni. Ora si parla di una realtà industriale che complessivamente raggiunge una ventina di milioni di euro di fatturato (l'ultimo fatturato di Fervi è pari a quasi 13 milioni di euro), circa il 20% generato dall'estero, e 45 dipendenti. Ma il percorso di crescita non si arresta. Perchè nel futuro di Fervi ci sono altre acquisizioni aziendali nel giro di due-tre anni. «Il nostro obiettivo infatti – parola di Tunioli – è quello di creare, da qui al 2020, un gruppo industriale e poi eventualmente di arrivare alla quotazione in Borsa».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google