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operazione aemilia

Gibertini accusato di estorsione

di Carlo Gregori
Gibertini accusato di estorsione

L’ex campione di volley indagato per un credito fatto riscuotere con violenza: «Chiarirò tutto»

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Nell’inchiesta è coinvolto anche un nome illustre del volley modenese: il 56enne modenese Gino Gibertini, ex campione della Panini e della serie A1, ultimo presidente di Modena Volley prima di Catia Pedrini, ex socio del Modena Calcio e imprenditore del settore petrolifero. È accusato di estorsione in concorso con l’aggravante.

Secondo i carabinieri e la Dda, tra il marzo e il luglio 2012 attraverso Antonio Silipo avrebbe ottenuto da R.M. 25mila euro, dei 51mila che gli doveva, con il ricorso alla violenza e alle minacce e in numerose occasioni facendogli capire che c’era la possibilità di gravissime ritorsioni se non pagava. In questo modo R.M. sarebbe finito in uno stato di soggezione: questi ha poi firmato cambiali per 20mila euro per Gibertini e consegnato un assegno da 5mila euro a Silipo. Insomma, Silipo con Antonino Sarcone avrebbe ottenuto il denaro con questi metodi estorsivi per conto dell’ex campione. E secondo la Dda, Gibertini sapeva che i due a cui si rivolgeva appartenevano alla ’ndrangheta in Emilia.

Spiega Gino Gibertini: «Non avevo idea che Silipo fosse un mafioso. E conto di poterlo dimostrare al più presto ai magistrati. Per me Silipo era un cliente che oltre tutto mi doveva una somma ingente per il carburante che avevo fornito alla sua ditta di lavori e movimento terra: circa 30mila euro. Tanto è vero che ho avviato un’ingiunzione legale che è poi arrivata al pignoramento e alla messa all’asta della casa intestata a sua moglie».

«Io parlai con Silipo di questo credito che non riuscivo a riscuotere. Ripeto: per me Silipo era uno dei cento e più calabresi che si servono della mia ditta di carburanti. E a Silipo proposi la cessione di quel credito, atto che venne registrato il 5 aprile 2012. Dopo questa operazione ho affrontato il problema del debito che Silipo mi doveva. Questi erano i nostri rapporti».

«Mi dispiace di essere finito in una maxi-operazione che ha portato alla luce una rete mafiosa nella nostra regione. Conto di uscirne presto proprio perché mi sento estraneo a collegamenti con mafiosi, anche se il magistrato me lo contesta. So che ci vorrà tempo perché c’è una grande quantità di indagati, ma riuscirò a dimostrare la mia estraneità da questo ambiente», conclude l’ex campione.

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