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I sindaci della Bassa: «Siamo sconcertati»

I sindaci della Bassa: «Siamo sconcertati»

Silvestri: «Avevamo segnalato il rischio infiltrazioni». La replica: «Due di voi è meglio si dimettano»

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“Profondo sconcerto”. Sono le parole con le quali unitariamente viene accolta dai sindaci della Bassa la notizia degli arresti di Finale e San Felice, nel’ambito dell’operazione Aemilia.

E su questo non c’è dubbio, viste anche le polemiche che erano scoppiate in passato sulle frequentazioni tra la famiglia Bianchini e i municipi, e sulla intensità degli appalti che venivano assegnati in loco proprio a Bianchini.

A farsi interprete dello sconcerto dell'Unione Comuni Modenesi Area Nord è tra l’altro il sindaco di San Felice, Alberto Silvestri, al vertice di una delle amministrazioni più bersagliate da alcune opposizioni - altri non hanno mantenuto un importante silenzio - per i lunghi rapporti con Bianchini, per la verità raffreddati - o meno plateali - dall’aggravarsi della vicenda amianto, con denunce e segnalazioni all’Arpa.

«Quello di possibili infiltrazioni malavitose nella ricostruzione era una preoccupazione che abbiamo segnalato fin dall'inizio - afferma, anche a nome dei colleghi, il sindaco di San Felice e presidente dell’Unione - Proprio per questo motivo, in stretto accordo con la Regione, erano stati attivati importanti strumenti di controllo e prevenzione. Nonostante qualcuno vedesse in quei controlli soltanto un inutile appesantimento burocratico, il sistema sta evidentemente funzionando. Un plauso va alle forze dell’ordine e alla magistratura per l’eccellente lavoro svolto».

«La ricostruzione procede - aggiunge il sindaco di Mirandola Maino Benatti - secondo le leggi e con la massima trasparenza. Ora continueremo a lavorare perché i soldi pubblici vengano spesi al meglio. Le risate intercettate dagli inquirenti - conclude Benatti - ci indignano profondamente».

Ma le repliche nojn sono mancate: «Sconcerto? Indignazione? E come chiamare l'atteggiamento che hanno tenuto i sindaci quando cittadini e minoranze, denunciavano nei loro Consigli Comunali, le attività illecite, prive di qualsivoglia autorizzazione ? Supponenza? Menefreghismo? Amicizie pericolose? - commenta l’ex consigliere comunale di Camposanto, Francesco Masotina - Noi siamo indignati e sconcertati, un paio di voi abbiano la decenza di dimettersi. Vergognatevi».

Tra le istituzioni intervenute c’è anche l’assessore regionale Massimo Mezzetti, con delega alla politiche sulla Legalità, che si complimenta con gli investigatori e assicura l’impegno della Regione.

E che non risparmia critiche: «In questi anni abbiamo sentito prefetti e amministratori pubblici, proprio delle zone più esposte a rischio, ripetutamente negare l’esistenza di un problema di presenze mafiose nel proprio territorio. Per fortuna c’è chi è stato più attento e vigile ai tanti segnali che continuavano a giungere e non ha abbassato la guardia. Per questo oggi il nostro plauso deve andare a tutti coloro che hanno il merito di avere condotto in porto l’operazione Aemilia», afferma tra l’altro Mezzetti. (ase)

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