Imbasciata e dote, le parole in codice di operazione Aemilia
Il glossario utilizzato dai malavitosi e i riti di iniziazione per arrivare all’affiliazione nel clan ed essere riconosciuti
Diversi collaboratori di giustizia hanno aiutato sensibilmente, in questi anni, a decriptare nel modo corretto le intercettazioni dei malavitosi, che spesso utilizzavano un linguaggio in codice. Si tratta di termini difficili da decodificare nel linguaggio comune, oppure di termini assai usuali che nel contesto della criminalità organizzata hanno dei significati ben diversi. Ecco un breve glossario.
Guardiania: pratica antica, ad oggi largamente utilizzata, mediatnte la quale viene incaricato un guardiano di controllare un cantiere o un centro commerciale, garantendo facili introiti alla cosca e protezione mafiosa all’imprenditore amico.
Fare il dovere: viene utilizzato per la persona che spontaneamente, senza minacce o ricatti, consegna all’organizzazione del denaro.
L’imbasciata: indica il passaggio delle novità o la comunicazione di notizie importanti che deve avvenire a voce.
La mamma: si indica il capo della società.
Amico nostro: in contesti di ’ndrangheta viene indicato un affiliato.
Fare il fiore: ha una doppia valenza. Da un lato può significare il pagamento della percentuale sui profitti effettuati dall’imprenditore, ovvero di una estorsione, dall’altro lato, se usato con riferimento ad una persona, indica l’affiliazione che viene concessa.
Il termine viene utilizzato soprattutto dai cutresi.
Bacinella: è la cassa comune esistente in seno alla locale o alla ’ndrina distaccata, dalla quale sono tratti i capitali per il conseguimento degli affari dell’organizzazione ’ndranghetista. Gli affari sono generalmente condotti da soggetto ritenuti puliti, non affiliati, ai quali sono affidati i capitali della bacinella e ai quali viene chiesto il resoconto finale della loro attività.
Dote: è il valore di merito che si conferisce ad un affiliato e man mano che questo valore aumenta, di pari passo aumenta anch’essa.
Contrasto: è colui che non ha nessuna dote, cioè non è un affiliato, pertanto in gergo viene chiamato con questo termine dispregiativo.
Contrasto onorato: è colui che anche non essendo affiliato gode di stima in quanto fiancheggiatore affidabile.
Società minore: raggruppa picciotti, camorristi, sgarristi.
Società maggiore: raggruppa santisti, vangeli, quartini, quintini e associazione.
Affiliazione: è la cerimonia attraverso la quale il contrasto onorato, ossia il soggetto che esterno alla società chiede di farne parte, viene ammesso con l’effetto di vincolarlo sino alla morte.
Copiata: l’indicazione degli affiliati di riferimento dell’aspirante. È formata in genere da tre persone, ovvero capo bastone o capo locale, contabile e crimine e deve essere dichiarata ogni qual volta si presenta in un locale.
Locale: è il territorio popolato in cui ci sono almeno quarantanove affiliati con varie dote, ed è proprio per il fatto di avere questa concentrazione di affiliati che si ha il diritto di chiedere il possesso di quel determinato territorio, in quanto essi sono in grado di sostenere il controllo e l’ordine dello stesso.
Compare: tra affiliati ci si rivolge utilizzando questo termine e quando si parla con un personaggio della “società maggiore” lo si interpella chiamandolo “zì”, inteso come “zio” in senso di rispetto.
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