Impennata di adozioni, il canile si svuota
Pavullo. Grazie alla gestione della Coop Caleidos, ben 240 animali hanno trovato una famiglia in meno di due anni
PAVULLO. Da 290 a 50 cani ospitati in meno di due anni. È il risultato eccezionale raggiunto dalla nuova gestione del canile intercomunale di Pavullo. La coop Caleidos, che ha preso in mano la struttura nel marzo 2013, ha rivisto a 360 gradi l'organizzazione facendo registrare un’impennata di adozioni, che partono dal circondario per arrivare in tutto il nord Italia e giù fino a Roma. E così si è passati dal sovraffollamento iniziale a una situazione di ampia sovrabbondanza di posti che è la migliore conferma dell'ottimo lavoro fatto. «Siamo arrivati davvero a un ottimo risultato – osserva Ivana Masinelli, coordinatrice dell'attività – tanto che a novembre abbiamo potuto chiudere uno dei tre livelli con le gabbie. Vedere tutti quei posti vuoti e sapere che chi li occupava ha trovato l'affetto di una famiglia ci riempie di soddisfazione». Non è stato semplice arrivare a questo, un ruolo centrale l'ha avuto l'introduzione di una figura ad hoc per il recupero caratteriale dei cani: «Faccio un po' da psicologi – spiega Adele Bonantini, educatrice cinofila – seguendoli giorno per giorno. A volte arrivano animali difficili, ma con attenzione e costanza si riesce a rimettere in carreggiata chiunque. Qui c'è White (un bastardino quasi completamente bianco, ndr), è arrivato due settimane fa che ringhiava e adesso interagisce già perfettamente con le persone». Reso l'animale di nuovo aperto alla convivenza sociale, scatta l'operazione vetrina: «Compiliamo una bella scheda con foto – continua Ivana – e la mettiamo intanto su Facebook. Uno vede, resta colpito e ci chiama: viene qui e inizia il cammino che porta all'adozione, con verifiche da parte nostra prima e dopo l'affidamento, per vedere se effettivamente l'animale sta bene. Ma per noi è stata fondamentale anche la convenzione con l'associazione “Piss & Love” che con i suoi volontari ci ha aiutato a trovare casa per i nostri ospiti in tutta Italia». Insomma, alla fine grande lavoro di squadra (raccolta segnalazioni h24 al 3665292261), in cui si distinguono anche i tre operatori e la quindicina di volontari che vengono qui il sabato e la domenica per portare in giro i cani nelle grandi aree di sgambamento: «Sono fondamentali per il recupero – rimarca Adele – qui nessun cane ha vissuto segregato e alla fine sono diventati tutti più che gestibili». Ma il miglioramento della qualità di vita è passato anche da un restyling che ha portato a eliminare le vecchie cucce per sostituirle con nuove coibentate, che permettono di passare meglio l'inverno in una zona molto fredda. Nei mesi scorsi anche qui si è fatto i conti con la rogna, «ma – rimarcano le responsabili – gli animali, dopo un periodo di cure e isolamento, sono sempre guariti». Tra gli ultimi arrivi c'è stato quello di una cagna da caccia senza microchip in attesa dei piccoli: sono arrivati dieci cucciolotti e per quasi tutti è stato trovato un padrone.
Daniele Montanari
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