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La notte delle manette: 300 carabinieri in azione

La notte delle manette: 300 carabinieri in azione

Alle 4 arriva l’ordine: le pattuglie si riversano in strada per l’operazione a tappeto Sequestrate le due aziende dei Bianchini e beni dal valore di 100 milioni di euro

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Che si stesse preparando qualcosa di imponente lo si era intuito fin dal lunedì mattino. Gli occhi dei più attenti avevano notato le poche pattuglie in azione nella Bassa mentre fin dall’ora di pranzo un emblematico nastro biancorosso bloccava l’accesso ai parcheggi di fronte al comando provinciale dei carabinieri di via Pico della Mirandola. “Fino a nuovo ordine”, recitava il cartello informativo quasi a voler significare che lì non si sarebbe potuto parcheggiare a lungo. E i motivi di quel singolare ordine sono stati chiari intorno alle 4 del mattino quando il comando si è illuminato a giorno e in fila indiana, con le sirene accese, hanno iniziato ad uscire decine di volanti. A destra svolta chi doveva operare verso il distretto ceramico ed il reggiano, a sinistra si dirigono invece le vetture che opereranno nella Bassa. In contemporanea anche i carabinieri di Finale e San Felice escono dai cancelli.

Una notte per certi versi normale, seppur molto fredda, si trasforma rapidamente nella lunga notte delle manette. I militari effettuano blitz a ripetizione, suonano ai campanelli degli indagati, li svegliano e mentre una pattuglia li accompagna al comando, i colleghi si fermano per ispezionare nel dettaglio le abitazioni. Cercano armi, droga, ma soprattutto documenti. Si trovano di fronte a stanze lussuose, arredamenti di qualità e vestiti firmati. Sintomo che a questi ’ndranghetisti piace presentarsi bene. Non fosse altro per sedersi ai tavoli dei politici, degli avvocati o dei consulenti che ne indirizzano gli affari.

Quando sono le 9 l’operazione “Aemilia” si può dire conclusa, tutte le pattuglie hanno ormai fatto rientro in caserma. Anche Modena ha capito cosa sta accadendo e le auto in fila che sfrecciano in via Pico non lasciano insensibili i passanti. Ci sono poi degli spettatori d’eccezione, sono i clienti della palestra tra cui coloro che hanno scelto di fare un po’ di attività fisica in piena notte. Dalle vetrate osservazione quel via vai ininterrotto di carabinieri e quando escono provano a domandare. I militari piazzati a guardia dell’ingresso rispondono cortesi, ma non trapela nulla. Ovvio, la presenza di tante troupe televisive e dei fotografi lascia intendere che qualcosa di grosso stia materializzandosi. Ebbene sì, quando il sole inizia ad illuminare la Ghirlandina e l’aria si fa più tiepida in via Pico ci sono una ventina di fermati. Nel frattempo alla Compagnia di Carpi sono stati trasferiti Augusto Bianchini e famiglia e il geometra finalese, Giulio Gerrini. È lì che sosterranno i passaggi burocratici prima di essere riaccompagniati chi a casa e chi in carcere, come Bianchini sr che finisce a Parma, nel penitenziario che “ospita” al 41bis anche Totò Riina e Massimo Carminati.

E mentre le operazioni si susseguono Finanza e Direzione investigativa antimafia procedono con il sequestro di un patrimonio complessivo di 100 milioni di euro tra cui entrano anche la Bianchini Costruzioni, tutti i mezzi custoditi in via Dell’Industria e la Ios, l’impresa del figlio con annesse le attrezzature, alcune acquistate dalla casa-madre dopo la separazione.

Francesco Dondi

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