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IL CASO

«Muzzarelli pigliatutto... così non va»

«Muzzarelli pigliatutto... così non va»

Il sindaco di Vignola attacca il presidente della Provincia: «Si è autonominato capo della Conferenza sanitaria, un arbitrio»

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VIGNOLA. Il Muzzarelli “pigliatutto” non sta affatto bene al sindaco di Vignola Mauro Smeraldi, che avanza le proprie rimostranze di fronte al fatto che l’abbuffata di cariche vede ora, sempre in capo al sindaco di Modena nonchè presidente della Provincia, anche quella di presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. Smeraldi arriva a scrivere, dopo un preambolo esplicativo, parole dure. «Conosco Giancarlo Muzzarelli da una vita e lo considero un gran lavoratore di grande esperienza, sempre disponibile a confrontarsi e a rispondere a tutte le richieste - scrive Smeraldi - Per questo ho vissuto con un certo fastidio la polemica costante che la stampa locale ha sviluppato in questi mesi nei suoi confronti. L'avevo considerata esagerata e poco obiettiva. Ma martedì mi sono ricreduto. Lo scenario è l'assemblea della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, il massimo organo politico a livello provinciale nel governo del sistema sanitario, che ha come scopo la partecipazione alla definizione degli indirizzi nonché la verifica e la vigilanza sull'attività delle aziende sanitarie. Partecipano tutti i sindaci del Modenese, il presidente della Provincia e i direttori generali delle Aziende sanitarie. Il primo punto all'ordine del giorno dell'assemblea di martedì è l'elezione del presidente dell'organismo. Da regolamento, il presidente della Conferenza deve essere eletto dai sindaci e tale incarico non è coperto automaticamente dal presidente della Provincia che è chiamato solo a convocare e presiedere il primo incontro. Giancarlo Muzzarelli si è presentato come se fosse già stato eletto presidente e ha proposto di eleggere un copresidente nella persona del sindaco di Carpi. Di fronte alle mie perplessità e alla mia richiesta di conoscere in quale assemblea precedente fosse già stato eletto presidente, ha reagito sfarfugliando qualcosa, leggendo articoli del regolamento che non c'entravano nulla, concludendo che a livello politico “si è deciso” che presidenti delle Conferenze Territoriali Socio Sanitarie delle varie provincie debbano essere i presidenti delle Provincie stesse. A seguito delle mie insistenze di chiarimenti si è creato uno stallo che il sindaco di Sassuolo ha ritenuto di risolvere dicendo “Che problema c'è? Se non lo abbiamo eletto prima lo eleggiamo oggi”. E gli altri sindaci tutti come soldatini ubbidienti si sono allineati. Risultato: tutti a favore dell'elezione di Muzzarelli, escluso il sottoscritto che nel frattempo aveva proposto la candidatura del sindaco di Pavullo. A fine conferenza ho chiesto al personale di segreteria copia della deliberazione precedente, se esistente, con la quale Muzzarelli sarebbe stato nominato presidente. La risposta è stata che la delibera non esiste, che Muzzarelli si era confuso, ma non poteva essere “sputtanato” davanti agli altri sindaci. Ho a cuore il futuro di Vignola di cui sono sindaco e, da ambienti interni al Pd, apprendo che Muzzarelli non tollera avversari politici. Anzi mi dicono che tende ad “asfaltare” chi gli mette i bastoni tra le ruote. Quindi mi rimane la grande preoccupazione che Vignola venga cancellata in futuro da qualsiasi finanziamento regionale, statale o europeo. Ma ritengo giusto che i cittadini siano messi al corrente di quello che succede nei palazzi della politica. Si tratta di una visione fantozziana della democrazia e un episodio di spregio superficiale delle istituzioni che forse annuncia l'inizio di una nuova linea. Non siamo più di fronte a un politico che vuole fare tutto, tutto da solo e pretende la nomina in tutti i luoghi, ma a un politico che si auto-nomina».

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