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Rete Imprese: «Basta con la burocrazia»

di Gabriele Farina
Rete Imprese: «Basta con la burocrazia»

Terremoto. Appello delle associazioni a Governo e Regione. «Prorogare di un anno il pagamento delle imposte sospese»

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«Meno burocrazia, più controlli». Rete Imprese Italia ha lanciato un nuovo appello al governo Renzi per la ricostruzione della Bassa. «La burocrazia l’ha ostacolata - ha rimarcato Umberto Venturi, presidente di Cna Modena - rendendo difficile l’accesso ai contributi e anche i controlli».

Per sostenere gli imprenditori, invece, l’associazione domanda più tempo per pagare i rimborsi delle aziende. Da qui la richiesta di prorogare di un anno il pagamento delle imposte sospese dopo le scosse sismiche del maggio 2012. Chiesta anche una modifica nelle modalità di restituzione alle banche: non più quattro rate, ma dieci, da saldare in almeno cinque anni. Il rischio, hanno sottolineato ieri mattina i rappresentanti dell’associazione, è la sopravvivenza per un imprenditore su cinque. In base a dati della Rete c’è in gioco la tenuta di quattrocento attività, rientranti nell’85% di quelle che il 30 giugno - attuale termine della prima rata - non avranno ricevuto la liquidazione dei rimborsi. «Abbiamo anche mandato una lettera al presidente della Regione Bonaccini - ha spiegato Massimo Silingardi, presidente di Confesercenti - chiedendo un incontro. A ottobre del 2013 gli imprenditori hanno già ricominciato a pagare. Vogliamo entrare nel merito con il senatore Stefano Vaccari della fiscalità di vantaggio. La normalità non è stata ancora raggiunta». Una realtà ben visibile dalle cifre. Secondo stime e medie della Rete, elaborate su dati della Regione, risulta che meno di un’azienda su dieci ha già ottenuto gli indennizzi delle 2.800 in lista. «Ne sono stati saldati appena 243 - ha ripreso Giorgio Vecchi, vicepresidente vicario di Confcommercio - vorremmo che fossero accettati tutti. Chiediamo un impegno ai politici da due anni, ora chiediamo loro di agire: l’impegno è troppo soft. Il nostro territorio esprime l’1,9% del Prodotto interno lordo, ma la sensazione è che si stiano dimenticando i drammi che abbiamo subito». I rappresentanti dell’associazione hanno specificato anche che il territorio colpito dal sisma «non può sopportare un carico fiscale (già pesante) maggiorato del 66,6%». Inoltre è stato rimarcato come per le imposte e i contributi non pagati per 16 mesi da rimborsare in due anni ne consegue «che ogni anno le imprese devono versare l’84% d’imposte». La proposta rilanciata ieri è stata costruita assieme ai sindaci delle quattro aree coinvolte (Nord, Terre d’Argine, Sorbara e Nord Est). Nelle prossime settimane ci sarà un invio di mail al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e al futuro presidente della Repubblica. Se non dovessero arrivare risposte positive, pronta la strada della petizione e si pensa al volantinaggio davanti alla Camera. «Vorremmo che il governo accogliesse il documento prima», s’è augurato Venturi.

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