«Stupisce che qualcuno faccia il sorpreso»
L’associazione Libera di don Ciotti lo sostiene da anni: «Sottovalutato ciò che è sotto gli occhi di tutti»
«Ci stupiamo di chi si stupisce: le mafie vanno dove possono fare affari, dove il denaro gira e nessuna regione è esente»: così l'associazione antimafia Libera commenta in una nota la maxi operazione dei carabinieri: «Lo dicono le recenti relazioni antimafia, lo dimostrano le inchieste passate, lo confermano i sequestri: le radici delle mafie sono certo al Sud, ma i loro rami e loro frutti avvelenati arrivano anche in Emilia Romagna. Ed è profonda la nostra gratitudine alle forze dell'ordine e ai magistrati che hanno fatto luce su un'organizzazione criminale potente e ramificata» si legge nella nota. «Per troppo tempo si è sottovalutato, si è fatto finta di non vedere ciò che era sotto gli occhi di tutti - continua Libera - senza accorgersi che giorno dopo giorno le mani delle mafie avevano conquistato settori dell'economia in alcune province romagnole. Le infiltrazioni mafiose, che interessano questo territorio come ormai la maggior parte delle zone del Paese, si contrastano con la repressione e gli strumenti giudiziari, ma il primo e imprescindibile strumento rimane il risveglio delle coscienze, l'orgoglio di una comunità che antepone il bene comune alle speculazioni e ai privilegi, contrastando in tutte le sedi la criminalità organizzata e i suoi complici».
«L'operazione di oggi - prosegue - chiama sempre di più tutti a reagire, nessuno escluso: dalla corresponsabilità delle istituzioni alla partecipazione e al coraggio della denuncia da parte dei cittadini. È per queste ragioni che come Libera ci siamo costituiti parte civile al processo contro Rocco Femia e altri a capo di una organizzazione che gestiva in Emilia Romagna il traffico di slot machine. Per mantenere accessi i riflettori su questo territorio e raccontare il positivo che esiste e lavora nella lotta alle mafie, si svolgerà proprio a Bologna, il prossimo 21 marzo, la ventesima edizione della Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera e Avviso Pubblico».
«Aveva ragione pochi giorni fa don Ciotti - sostiene Lugli del Prc citando il presidente di Libera - perchè il quadro che emerge dall'inchiesta Aemilia sulla 'Ndrangheta nella ricostruzione è sconcertante ma non inatteso, dal momento che Reggio Emilia e Modena sono da tempo i territori in cui la presenza mafiosa è più radicata»..
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