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IN TRIBUNALE

Fallimento Ristel: la finanza ricostruisce la bancarotta

Ieri mattina davanti al Secondo collegio del Tribunale è iniziato il processo per l’ “Operazione Black Swan” condotta dalla guardia di finanza in merito al fallimento Ristel. Otto gli imputati tra i...

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Ieri mattina davanti al Secondo collegio del Tribunale è iniziato il processo per l’ “Operazione Black Swan” condotta dalla guardia di finanza in merito al fallimento Ristel.

Otto gli imputati tra i quali Antonino Napoli, difeso dall’avvocato Luca Brezigar, Antonio Russo, difeso dall’avvocato Barbara Bettelli e il modenese Paolo Baccarini difeso dall’avvocato Lorenzo Mariucci. Nel corso dell’udienza è stato ascoltato un ufficiale delle “fiamme gialle” che ha ricostruito la complessa indagine intorno a un’azienda in gravi difficoltà finanziarie e al capannone venduto per ripianare parte dei debiti, ma i cui proventi, secondo l’accusa, sarebbero stati invece distratti dalle casse e dai conti correnti aziendali. Una somma globale che si aggira intorno al milione e mezzo di euro. Di qui l’accusa di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. Napoli, un imprenditore, era stato socio di maggioranza nella B&B Group di Fiorano, una fabbrica di piastrelle in ceramica fallita nel febbraio 2010. Fino al gennaio 2011 la ditta era dentro a una seconda società, la Ristel di Rubiera. La capogruppo - poco prima della dichiarazione di fallimento - in un poco tempo era stata completamente svuotata della consistente liquidità disponibile (pari ad oltre 1.5 milioni di euro), che aveva in precedenza accumulato con cessioni del patrimonio immobiliare. La distrazione, secondo l’accusa, è stata perpetrata proprio da Napoli e Russo che, nel frattempo, avevano rilevato le quote societarie e assunto l’amministrazione dell'azienda, il primo amministratore di diritto, l’altro amministratore di fatto.

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