L’autobus prende fuoco dopo il trasporto studenti
Le fiamme sono state originate da un’avaria del mezzo immatricolato 17 anni fa Terzo episodio in pochi giorni. Il sindacato insorge: «Parco mezzi d’antiquariato»
Una scintilla, le fiamme e poi il fumo denso che ha improvvisamente avvolto un’autobus Seta diretto al deposito di ritorno dal trasporto di alcune decine di studenti diretti alle medie Lanfranco. È accaduto ieri mattina poco dopo le 8 sulla via Giardini, mentre il mezzo era fermo al semaforo con la tangenzialòe Neruda.
L’autista, accortosi dell’accaduto, è prontamente intervenuto e, utilizzando l’estintore in dotazione, ha cominciato a contenere le fiamme, sprigionatesi dal vano motore. L’opera di spegnimento è stata supportata anche da parte di altri conducenti di mezzi pubblici in transito che, allertati dell’emergenza in atto da parte della centrale operativa di Seta, hanno messo a disposizione del collega gli estintori di bordo dei rispettivi mezzi. Dopo pochi minuti, sono giunti i Vigili del Fuoco che hanno definitivamente domato le fiamme. Nonostante ciò l’incendio ha causato danni molto gravi al mezzo, avendo interessato tutta la parte posteriore esterna ed interna. Il mezzo è stato quindi trainato fino al deposito di Seta. Non si sono verificati danni alle persone.
Se solo l’incendio si fosse propagato mezz’ora prima, si sarebbe rischiato di registrare feriti o intossicati tra i giovani utenti del servizio scolastico. Per fortuna le cose non sono andate in questo modo. Ciò non toglie che questo episodio suoni come l’ennesimo allarme proveniente dal parco mezzi di Seta. Si tratta infatti del terzo incendio avvenuto in circostanze analoghe, ovvero per una combustione originata da un’avaria nel motore. Ieri ad esempio l’incendio sarebbe stato originato dalla rottura del tubo di alimentazione del carburante. Saranno effettuati comunque ulteriori accertamenti; visto che il mezzo aveva superato soltanto due giorni fa la periodica revisione Va tenuto presente che siamo alle prese con un mezzo di marca Volvo immatricolato nel 1998, vale a dire 17 anni fa. Un po’ troppi per un mezzo che da allora è quotidianamente in pista sulle strade.
E proprio qui secondo i sindacati sta il problema di questi incendi: l’eccessiva anzianità del parco mezzi. «Episodi del genere – afferma Alfonso De Gregorio, sindacalista della Filt/Cgil di Modena – non dovrebbero accadere. Negli ultimi due-tre anni se ne verificano anche due all’anno. Ora siamo al terzo caso in sole due settimane. È evidente che abbiamo un serio problema di manutenzione e che c’è l’esigenza di rinnovare il parco mezzi». I tagli al Fondo nazionale dei trasporti e delle risorse regionali hanno fatto la loro parte. Tra acquisto di materiale rotabile e ai servizi di linea, in cinque anni sono “sparite” risorse pari a 1,5 miliardi di euro. «Questo significa meno acquisti, ma anche minore manutenzione, meno personale in officina. A Modena abbiamo circa 400 mezzi circolanti e circa il 10% ha piu’ di venti anni, questi andrebbero tutti cambiati. Peraltro Modena ha una maggiore esigenza di risorse rispetto agli altri territori, per il più ampio bacino di utenza e per la situazione in cui si trovano i mezzi». I bus che attualmente circolano, infatti, hanno un’età media di 11,5 anni. Se escludiamo quella ventina di autobus entrata nella flotta Seta l’anno scorso, circa una trentina andrebbero cambiati secondo il sindacato, «mentre gli altri – prosegue De Gregorio - dovrebbero essere oggetto di maggiore manutenzione, ma diventa difficile quando manca personale nelle officine e i tagli invece sono sempre maggiori». Il problema è generalizzato, ma ci sono punti particolarmente ostici.. Come quello relativo a Sassuolo. «Il servizio urbano di Sassuolo - spiega Vincenzo Spina, sindacalista della Filt/Cgil – si trova alle prese con pochi mezzi e ormai di vecchia data. La qualità dei bus viene continuamente lamentata dagli utenti. Dovrebbero essere cambiati tutti. Non dimentichiamo che il trasporto è un bene da garantire, così come la salute o l’istruzione».
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