«Rischio mafia: qui la società civile è più sensibile della politica»
Il procuratore Lucia Musti, commentando la grande operazione contro la ‘ndrangheta, ieri ha detto causticamente: “Non è una novità. Strano che ci si stupisca di queste cose. Da anni se ne parla...
Il procuratore Lucia Musti, commentando la grande operazione contro la ‘ndrangheta, ieri ha detto causticamente: “Non è una novità. Strano che ci si stupisca di queste cose. Da anni se ne parla spesso nei convegni, ma hanno anche una concretezza nella misura in cui l’Antimafia riesce a ottenere ordinanze di custodia cautelare dai giudici. Bisogna sicuramente continuare a parlare perché, posto che in Emilia-Romagna gli anticorpi sono un ricordo e seppur ci sono stati da qualche anno non ci sono più, anche se non si può vivere di rendita sugli anticorpi, è molto importante la spinta che noi operatori della Giustizia riceviamo dalla società civile. La società civile - ha spiegato la Musti - negli ultimi anni ha accresciuto l’attenzione per questi fenomeni legati alle mafie, mentre la politica faceva fatica a tenere il passo. Ricordiamo che questa - ha aggiunto il procuratore - è una mafia imprenditrice I suoi referenti sono necessariamente i coletti bianchi, gli imprenditori, soprattutto da quando la crisi ha toccato anche la nostra provincia. Per cui se le mafie vogliono lavorare devono mettere su un apparato di collegamento nel tessuto sociale con il quale vengono in contatto”, ha concluso la Musti.
Carlo Gregori
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