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Segreteria del Pd: Matteo Mesini resta senza rivali

Sta scadendo il tempo (domani) e si profila davvero, stavolta, una corsa solitaria per il candidato alla segreteria del Pd. Matteo Mesini non avrà rivali, salvo sorprese dell'ultima ora e dovrebbe...

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Sta scadendo il tempo (domani) e si profila davvero, stavolta, una corsa solitaria per il candidato alla segreteria del Pd. Matteo Mesini non avrà rivali, salvo sorprese dell'ultima ora e dovrebbe anche fare il pieno di voti. La parte renziana del partito, che non lo ritiene un candidato unificante, non è comunque orientata a opporsi alla sua elezione. L'unica richiesta dei rappresentanti Pd che si sentono vicini a Matteo Renzi, era quella formulata ufficialmente a Giulia Pigoni, di correre per la segreteria. Ma l'attuale assessore a cultura e sport della giunta Pistoni, come già si era tirata fuori dalla corsa al consiglio regionale, così ha preferito declinare l'invito anche per la segreteria cittadina. Fra i renziani non tutti l'hanno presa bene. «Niente da dire sulle qualità di Mesini – spiega uno – ma siamo dispiaciuti perché avremmo voluto un nome che desse continuità al rinnovamento avviato anche a livello nazionale». Mesini una volta eletto dovrà comunque porsi il problema di una rappresentanza renziana di qualche importanza all'interno del partito. Si è parlato di una figura di vice-segretario (che da statuto non esiste), oppure si opterà per la presidenza del partito. Meno probabile un cambio del capogruppo consiliare.

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