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Aria sempre inquinata, lo stop non basta

Aria sempre inquinata, lo stop non basta

Modena tra le cinque peggiori città del 2014 e gennaio è già da record negativo. Bonaccini: «Manovra da rivedere»

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Il 2014 ha riservato un'aria più pulita del solito, per i cittadini dei capoluoghi dell'Emilia Romagna. “Solo” cinque capoluoghi su 10, infatti, hanno sforato i 35 giorni di superamento dei limiti di PM10 concessi dalla normativa. Parma, Rimini, Reggio Emilia, Piacenza e appunto Modena restano, nonostante tutto, le realtà più critiche.

Potrebbe sembrare una buona notizia, se i dati di gennaio 2015 non mostrassero un netto peggioramento della situazione: nei primi 25 giorni a Modena ci sono già stati ben 10 sforamenti.

Ricordiamo che tutti i capoluoghi hanno già superato i dieci giorni di sforamenti, nel solo mese di gennaio, con Parma già a quota 20 e Reggio Emilia a quota 15. Dati estremamente preoccupanti, che ricordano la necessità di mettere in campo subito azioni per migliorare la qualità dell'aria così pesantemente compromessa nella zona del bacino padano.

«È indispensabile che la nuova giunta - spiega Legambiente Emilia Romagna illustrando nel dettaglio il dossier Mal’Aria 2014 riportato nella tabella qui a fianco - riprenda immediatamente in mano il Pair 2020 e ne acceleri l'approvazione, evitando di dimenticarlo in un cassetto. E' fondamentale che trovino al più presto attuazione le misure contenute nel piano, e siano coordinate con politiche di promozione della mobilità pubblica su ferro con attenzione all'intermodalità (il caso della cancellazione dell'abbonamento bici+treno non è un buon segnale), delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato, oltre che della mobilità ciclabile. Serve anche maggiore spinta verso la riqualificazione urbana, con meccanismi che favoriscano l'efficientamento energetico degli edifici delle nostre città. Tutte azioni che potrebbero essere finanziate dirottando gli investimenti previsti per nuove strade ed autostrade, come il passante Nord di Bologna o la Cispadana. Associate a queste politiche strutturali di medio termine, ribadiamo la necessità di intervenire con misure emergenziali come quella di abbassare il limite di velocità in autostrada fino a 110 chilometri orari durante i lunghi periodi di superamenti continuativi dei livelli di Pm10, e ricordiamo l'importanza delle giornate di blocco del traffico».

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Legambiente, nella sua analisi, pone l’accento anche sui rischi per la salute: «L’Italia rappresenta una delle situazioni più critiche anche a livello europeo, soprattutto per quanto riguarda il PM 10, il PM 2,5 e l’ozono, come si evince dai dati dell’ultimo “Rapporto sulla Qualità dell’aria 2014” redatto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente. Il nostro è il Paese con il più alto numero di morti premature dovute all’inquinamento da ozono con circa 3.400 vittime all’anno (dato relativo al 2011) precede la Germania, la Francia e la Spagna. Per quanto riguarda le morti premature dovute alle polveri sottili (PM 2,5), nello stesso anno l’Italia si attesta al secondo posto con circa 64.000 vittime,dietro solo alla Germania».

Un tema, quello della qualità dell’aria, del quale si è parlato molto anche nelle ultime settimane in Regione, messo in agenda dallo stesso Bonaccini come una delle priorità.

E proprio alla vigilia della domenica ecologica e in piena manovra antismog, il presidente della Regione non si può dire che sia stato in vena di complimenti: «Addio ai blocchi del traffico dal prossimo autunno? Vedremo». Non si sbilancia Stefano Bonaccini, ma nemmeno esclude che dal prossimo autunno si possa voltare pagina e mandare in archivio gli stop alle auto del giovedì. Un provvedimento che l'attuale presidente aveva criticato in campagna elettorale. Al momento nulla è deciso, ma Bonaccini non ha cambiato idea. «Dissi che non ero convinto che quell'impostazione sia quella che serve. Per me non è un tabù andare a valutare provvedimenti alternativi», ha detto durante la conferenza stampa dove ha illustrato le linee del suo mandato. (d.b.)

 

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