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Banche, sportelli chiusi e in 25mila nelle piazze

Banche, sportelli chiusi e in 25mila nelle piazze

Filiali bloccate anche a Modena, manifestazioni a Ravenna, Milano, Roma per ottenere il contratto nazionale. I sindacati minacciano altre iniziative

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Anche a Modena sportelli delle banche ieri quasi totalmente chiusi per l’adesione massiccia dei bancari allo sciopero nazionale indetto contro l’Abi per il contratto nazionale che l’associazione non vorrebbe più riconoscere.

Secondo i sindacati sarebbero da 25mila a 30mila i bancari ieri scesi nelle quattro piazze di Milano, Roma, Ravenna e Palermo dove erano programmate le manifestazioni: un numero comunque significativo se si considera che i lavoratori bancari italiani sono in tutto poco più di 300mila.

Lo sciopero di ieri si può definire un evento raro, quasi unico per il settore, perché in quasi tutti i precedenti casi di proteste analoghe l’operatività di buona parte delle filiali era almeno parzialmente garantita dal responsabile e da un impiegato o due. Ieri viceversa l’adesione allo sciopero è stata dell’85-90 per cento, come è stato possibile verificare direttamente anche a Modena, dove gli sportelli erano quasi tutti chiusi.

«Per la prima volta la sede della Cassa di Risparmio di Ravenna era chiusa, segno che anche i dipendenti della banca del presidente dell'Abi, Patuelli, condividono la protesta per riavere il loro contratto», ha detto Luca Dapporto, segretario della Fisac-Cgil dell'Emilia Romagna.

A Ravenna i lavoratori, oltre che dall’Emilia Romagna, sono arrivati da Veneto, Toscana, Marche e Umbria, in rappresentanza degli oltre 100.000 bancari delle cinque regioni. Ora i sindacati sono pronti a proseguire su questa strada se l'Abi non riaprirà il tavolo delle trattative sul contratto «senza pregiudiziali. Invece di tagliare i nostri stipendi, vorremmo che i manager delle banche tagliassero i loro, dato che sono anni che li aumentano. Se l'Abi non riapre la discussione, continueremo con la mobilitazione», ha detto il segretario della Fisac. Del resto, al momento, i dipendenti sono senza contratto: anzi, spesso senza due, dato che sono stati disdettati anche gli integrativi.

Ampia l’adesione allo sciopero da parte delle sigle sindacali: da Fabi a Fiba Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Dircredito, Ugl credito, Sinfub e Unisin.

«Ha scioperato oltre il 90% della categoria e oltre il 95% degli sportelli è rimasto chiuso», ha detto Lando Maria Sileoni, segretario generale della Fabi, che è il principale sindacato dei bancari. «L'Abi si comporta come Ponzio Pilato: non affronta i problemi e se ne lava le mani. Manca - ha aggiunto Sileoni - una visione politica e strategica per trovare le soluzioni che il settore bancario richiede. La politica del no che è stata attuata fino a oggi, produrrà nuovi scioperi e nuove manifestazioni, se entro due settimane le banche non cambieranno radicalmente atteggiamento».

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