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Il benzinaio di famiglia che taglieggia il cliente

di Francesco Dondi
Il benzinaio di famiglia che taglieggia il cliente

Lo spilambertese Antonio Frizzale gestisce un distributore col bastigliese Tostoni Costringe un debitore a firmare cambiali per 10mila euro a favore dei malavitosi

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SPILAMBERTO. Antonio Frizzale, 49 anni, è titolare insieme al bastigliese 45enne Michele Tostoni, di un distributore Agip a Reggio. I due vantano un credito di 10mila euro dall’imprenditore Dimitri Menozzi. Quest’ultimo, che a sua volta è creditore di 15-18mila euro da altre persone, decide di cedere l’importo vantato a tale Emilio Bocconcino, il quale si sarebbe accollato la pendenza con i due benzinai. I fatti risalgono a prima del 2010, ma a maggio 2012 inizia l’incubo per Menozzi. Viene infatti contattato da Luigi Silipo che lo porta nel tunnel dell’estorsione. Silipo è sodale di Nicolino Sarcone e su mandato del capo clan opera a favore della famiglia Muto. Sono loro che hanno rilevato il credito dell’Agip, che di fatto Bocconcino non aveva mai saldato.

Menozzi però non vuole entrare nel giro, anzi fin dalla prima telefonata annuncia l’intenzione di rivolgersi ai carabinieri perché lui quel debito lo considera già pagato. “Te l’avevo detto di mettere a posto questa situazione qui, sei arrivato al punto di fare subentrare altre persone che adesso non si può fare più niente”, gli dice Silipo.

“Allora a me questi cornuti pugliesi (Frizzale e Tostoni, ndr) m’hanno rotto la minchia. Io oggi vado e li denuncio. Io i soldi glieli ho dati... E mi devono venire a trovare a casa e mi sparano se vogliono”, reagisce Menozzi.

Nella conversazione si inserisce anche Nicolino Sarcone: «E digli di venire qua che lo prendiamo a schiaffi poi... Faccia di merda», dice rivolgendosi all’imprenditore.

Fatto sta che Menozzi, dopo essere stato minacciato fin dal primo incontro, si reca all’Agip gestito da Frizzale e Tostoni con il primo, in particolare, che si attiva per fargli firmare 20 cambiali da 500 euro cadauna a garanzia del debito iniziale. Menozzi non pagherà la prima scadenza e neppure la seconda tanto che Frizzale si rivolge a Nicolino Sarcone per recuperare il credito.

Il benzinaio spilambertese, ora agli arresti domiciliari per estorsione in concorso, viene infatti descritto come colui che “appartiene alla schiera degli imprenditori, o più generalmente di coloro che hanno deciso di affidare senza alcuna riserva l’esazione di presunti crediti a soggetti facenti parte dell’associazione ’ndraghetista; tale scelta, che sottende la piena contezza delle più efficaci e redditizie modalità intimidatorie, evidenzia altresì contatti non marginali ed estemporane con tali soggetti che giustifica nei suoi confronti l’operatività della presunzione”.

Il socio Tostoni, incensurato, rimane indagato ma è in stato di libertà anche perché la sua posizione è più “defilata”.

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