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«La piscina va demolita» ed è bagarre in Consiglio

di Daniele Montanari
«La piscina va demolita» ed è bagarre in Consiglio

Pavullo. L’amministrazione ha ribadito la sua posizione: «Lo dicono i tecnici» Le minoranze si oppongono e annunciano: «Ci siederemo davanti alle ruspe»

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PAVULLO. La vecchia piscina non può essere recuperata perché qualsiasi intervento edilizio si troverebbe a fare i conti con un contesto di fragilità idrogeologica. È la posizione ribadita dalla maggioranza sulla questione più calda in questo momento a Pavullo, che ha acceso anche l'ultimo consiglio comunale con ampie diversità di vedute. L'occasione è stata l'interrogazione con cui Giovanni Bernardoni (“Pavullo e futuro”) ha chiesto perché sia impossibile procedere al recupero della struttura esistente, che salverebbe i campi da tennis in terra rossa. «La vecchia piscina – ha osservato – seppure fatiscente a causa di cronica mancanza di manutenzione ordinaria e straordinaria, non appare intaccata né danneggiata da fenomeni di dissesto di tipo idrogeologico. In poche parole, è integra». Di qui la richiesta di sapere se è stata valutata la possibilità di una ristrutturazione o se esistono normative che espressamente la vietino. La risposta è arrivata direttamente dal sindaco Romano Canovi: «Fornisco il parere tecnico che ci è stato dato: l'area è in una condizione di fragilità territoriale dovuta alla presenza di frane attive ed al reticolo idrico sottostante che vede il tratto tombato del Rio Cogorno passare tra la vecchia piscina e i campi da tennis. In questo contesto non è possibile disporre alcun intervento di ampliamento di volume né cambi di destinazione d'uso. Si può procedere solo alla demolizione o a interventi atti a mitigare la vulnerabilità». Questo per la parte tecnica, ma Canovi ha aggiunto anche che «c'è in gioco una questione di buona amministrazione: non è uno sfizio andare a intaccare il tennis, ma una scelta legata alla volontà di costruire qualcosa che non crei problemi in futuro. Questo è il quadro, poi so che lei consigliere Bernardoni ha intenzione di sdraiarsi davanti alle ruspe, quando arriveranno». «Anche noi abbiamo dei tecnici – ha replicato Bernardoni – e ci assicurano invece che la vecchia piscina può essere ristrutturata senza abbatterla. Prendo atto della vostra scelta politica e ribadisco la protesta: non mi sdraierò, ma sicuramente mi siederò davanti alle ruspe, spero con tante altre persone». Insomma, quasi una prospettiva no Tav. Ma la questione ha avuto anche un approfondimento legato allo specifico del tennis, con l'interpellanza di Giuseppe Melchiorri sul burrascoso cambio di gestione che ha visto l'uscita di scena di Alberto Bellei e il rientro di competenze al Comune. «Come intendete ora gestire i campi – ha chiesto – e con che risorse umane? Quali sono i vantaggi della gestione diretta per le casse?». Anche qui ha risposto Canovi: «La gestione è stata affidata a una persona con le competenze necessarie per sei mesi e per quanto riguarda le spese, posso fornirle il dato della prima settimana, che ha richiesto 195 euro per le pulizie e 567 per il personale. A fronte di questo, sono stati raccolti 500 euro dall'utenza libera, 614 da quella dell'istituto Marconi e 240 dalla Scuola Tennis. Sono 1.354 euro in tutto, superiori alle spese anche se si include la quota riscaldamento». «Sembra allora vantaggioso mantenere i campi in house piuttosto che affidarli in appalto – ha commentato Melchiorri – ma il tempo d'esame è breve. Mi riservo di ripresentare l'istanza in futuro».

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