Gazzetta di Modena

Modena

il nuovo presidente

Mattarella “benedetto” dagli amici modenesi

Mattarella “benedetto” dagli amici modenesi

Giovanni Manzini e Emilio Sabattini hanno condiviso con lui le battaglie politiche «Se diventerà Presidente avremo una persona per bene come Capo dello Stato»

3 MINUTI DI LETTURA





«In una fase politica come l’attuale con i due Matteo (Renzi e Salvini ndr) particolarmente vivaci... Una persona calma e riflessiva come Sergio credo proprio sia l’uomo giusto al posto giusto... ».

Così l’ex senatore Giovanni Manzini di San Felice esordisce nel commentare l' ascesa al Quirinale del suo caro amico Sergio Mattarella. Un legame che affonda le radici nella lunga militanza comune nella Democrazia Cristiana prima e nei Popolari poi. Legame che lo accomuna anche ad Emilio Sabattini, l’ex presidente della Provincia.

Manzini e Sabattini sono i due modenesi che, più di altri, hanno avuto la possibilità di conoscere e apprezzare le qualità umane e politiche di Sergio Mattarella e che quindi sono in grado di commentare la possibilità che  sia lui il dodicesimo Presidente della Repubblica Italiana.

«È vero, ho la fortuna di poter considerare Sergio un mio caro amico - spiega Giovanni Manzini - E posso dire che è veramente una persone per bene. Di quelle che fanno onore al proprio Paese. Non a caso il partito si è compattato attorno a lui. È una persona seria che non ha nemici. Dal punto di vista del carattere è una persona squisita, rigorosa seria, all’apparenza timido. Anzi probabilmente lo è, ma una volta superata questa timidezza è in grado di emanare una grande simpatia». Dal punto di vista politico secondo Manzini, Sergio Mattarella ha le qualità perfette per ricoprire il ruolo di Capo dello Stato, che deve essere un vero e proprio garante per il Paese.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:sport:1.10778146:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/sport/2015/02/01/news/sassuolo-arriva-l-inter-mission-impossible-diretta-dalle-12-30-1.10778146]]

«Sergio è una persona riflessiva, molto colta e prima di tutto visto il ruolo che dovrebbe ricoprire, è una persona preparata. Che conosce le nozioni e le norme istituzionali come pochi altri. Quindi in una fase politica come l’attuale credo proprio “cada a fagiolo” come si suol dire». In occasione delle sue visite romane Manzini incontra spesso Mattarella: «L’ultima volta l’ho visto 6 mesi fa a Roma. Da quando è alla Corte Costituzionale frequenta meno i luoghi della politica tradizionale. Conosco anche la sua meravigliosa famiglia».

Tra gli aneddoti di una vita politica comune Manzini ama ricordarne uno in particolare «Su tutti quella volta che insieme, lui era ministro dell’istruzione e io capogruppo relatore della legge di riforma della scuola elementare, decidemmo di votare contro le indicazioni di partito, la Dc. Perché la legge che stava prendendo forma non ci convinceva». E proprio questa sua rigorosità di uomo tutto d’un pezzo è la peculiarità che anche Emilio Sabattini sottolinea con ammirazione. «È un uomo tutto d’un pezzo che non ha avuto alcuna remora a dimettersi quando approvarono la legge Mammì che non condivideva per nulla. Poi c’è un nemesi storica scrisse la legge elettorale “Mattarellum” per cercare di salvare la Dc, e finì per portare Berlusconi al potere. Ora diventa presidente contribuendo alla sconfitta di Berlusconi».

Andrea Marini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google