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Policlinico, un parcheggio da rally

Policlinico, un parcheggio da rally

Mezzi in doppia fila, fango e buche da schivare, che lotta per avvicinarsi ai reparti

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Per gli operatori e i pazienti che arrivano molto presto poco dopo l’alba la speranza di trovare qualche posto “normale” ancora c’è. Ma con il rischio, uscendo al pomeriggio, di ritrovarsi l’auto imbottigliata da doppie file e in manovre proibitive anche per un acrobata del volante. Se poi piove, tutta l’area non regolamentata e non asfaltata che si affaccia su via Emilia, dietro al Com, diventa una giungla: buche, fango e azzardi si moltiplicano, rendendo necessario l’uso degli stivali.

È una situazione per così dire complessa quella dei parcheggi al Policlinico, specie al mattino, quando personale sanitario e malati cercano ognuno il posto più vicino ai repartie agli ambulatori, all’interno dell’area ospedaliera.

Non che esternamente all’ospedale vada tanto meglio, con l’assalto a tutti i pertugi possibili e con la conseguente e non così infrequente apparizione dei parcheggiatori abusivi, o della polizia municipale. Già, perchè la civiltà dell’una persona-un’auto mal si concilia con l’ospedale cittadino, per di più sede universitaria. E allora quasi quasi - avrà pensato qualcuno - è meglio lasciare la giungla senza asfalto come sfogo estremo, per consentire posteggi e manovre che sarebbero altrimenti impossibili, accontentando comunque le esigenze. Nelle situazioni più difficili, al mattino, circolano (e incassano conseguentemente) i carro attrezzi, implacabili rispetto ai furbetti, ma anche ai disperati, non sempre disposti - specie i malati più assidui - a versare l’obolo nei parcheggi a pagamento.

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