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«Con lui è tornato il Biancofiore disperso»

«Con lui è tornato il Biancofiore disperso»

Giovanardi: «Lo stimo molto e l’ho votato convinto. In aula ci siano trovati a cantare l’inno della Dc»

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«L’elezione di Mattarella? Sono contento. L’ho sostenuta nell’area popolare con convinzione». Carlo Giovanardi, cattolico, ex democristiano, oggi Ncd vicino al governo pur dichiaratamente di centro-destra, si dice felice della nomina a presidente della Repubblica del suo ex collega di partito e anche istituzionale. Per lui questa giornata non è stata certa una novità: è un politico più che scafato, sulle barricate parlamentari da più di vent’anni. Eppure in questa votazione qualcosa lo ha colpito.

«Io e Mattarella eravamo nella Dc anche se su posizioni diverse. Poi siamo stati io vicepresidente della Camera e lui ministro della difesa nello stesso periodo. Posso dire che lo stimo molto ». Giovanardi allarga la riflessione: «Ora resta aperto il problema del “dopo Renzi”. Ci sono troppe maggioranze per un solo governo e per le riforme. Ci dovrà essere un chiarimento».

Il senatore modenese racconta poi un momento divertente legato alla votazione che ha riunito le anime della vecchia Dc. «A un certo momento ci siamo trovati a cantare “O bianco fiore simbol d’amore”, il vecchio inno dei lavoratori democristiani. Qualcuno di noi si è emozionato». Non a caso con Giovanardi esultavano spezzoni del Pd ma anche dell’Udc e di altre formazioni in tutto l’arco costituzionale. Roba da Prima Repubblica.

«Per me questo momento in un certo senso ha segnato la fine della Seconda Repubblica e del “nuovismo” che poi si è rivelato ben poca cosa». In altre parole, Giovanardi è convinto che sotto le attuali formazioni politiche, anche le più distanti, esiste un’anima democristiana che è sopravvissuta e che è emersa al momento di eleggere Mattarrella.

Ma ora non c’è spazio per le nostalgie: «Dobbiamo affrontare la questione più difficile: la crisi del centro destra. È un’area politica tutta da reinventare».

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