Gazzetta di Modena

Modena

operazione aemilia

Ferioli: «Tranquillo? Niente affatto Di notte non dormo»

Ferioli: «Tranquillo? Niente affatto Di notte non dormo»

Il sindaco di Finale chiederà di essere sentito dai magistrati «Resto, ma la mia famiglia mi domanda se ne vale la pena»

3 MINUTI DI LETTURA





FINALE. Sindaco Ferioli, si dimette?

«Non ho difficoltà ad ammettere che la mia famiglia è colpita, scossa come tutti, e che mi stanno domandando se ne vale la pena, di vivere questa situazione, dopo il terremoto».

Ma allora, si dimette o no?

«No. Nè io nè i colleghi della giunta di pensiamo neppure. Non lo possiamo fare perchè non abbiamo nulla da nascondere. Ma non lo possiamo fare anche per una questione di lealtà e di rispetto nei confronti di quanti ci hanno affidato una immensa responsabilità, a cominciare dalla ricostruzione. Penso a coloro che ci hanno dato 7 milioni in donazioni, penso a tutti i cittadini in attesa di risposte, di sostegno...».

Quindi lei è tranquillo?

«Come si fa ad essere tranquilli con quello che è venuto fuori? Vengono i brividi, a leggere e sentire certe cose che neppure lontanamente immaginavo. La verità è che in questi giorni ho fatto fatica a dormire: se penso che per la ricostruzione ci siamo fatti venire i capelli bianchi, si può capire come mi senta oggi».

Cosa pensa di fare?

«Mi sono messo a disposizione dal primo giorno. Capisco che ci siano da completare gli interrogatori delle persone arrestate, ma sono intenzionato a chiarire al più presto ogni aspetto che riguardi l’amministrazione. Lunedì incontro il mio legale, per chiedere di essere ascoltato dai magistrati che conducono le indagini. Penso che se è emersa una prima verità, anch’io posso dare un contributo alla verità, che magari non è proprio quella che in tanti vorrebbero addossarci»

Certo che quei rapporti così stretti con Gerrini, sottolineati dagli investigatori e contestati dalle minoranze oggi hanno una certa rilevanza, in termini di verità...

«Attenzione: con Gerrini che era il responsabile dei lavori pubblici in una vicenda quale è il terremoto ho ovviamente avuto continui scambi, un rapporto che definirei giusto, costante, preciso. Gli chiedevo con frequenza di farsi carico delle situazioni, penso alla corsa contro il tempo per completare i famosi “allegati tre”. Avevo piena fiducia in lui, e avevo bisogno di averla. Per il resto nulla, anche perchè Gerrini ha un carattere schivo, riservato. Tengo solo a dire che è ad oggi accusato di abuso di ufficio, non di mafia, eppure oggi si vuole insinuare la mafia negli amministratori».

Ma Bianchini, che “collaborava” con Gerrini, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Possibile che voi, quando è venuta fuori la questione della White list, non abbiate chiesto conto a Gerrini di quei rapporti, nessuno li vedeva?

«Quando Bianchini è stato escluso dalla White list per noi era fuori, e non ha lavorato alla ricostruzione. E vero che alcuni lavori sono stati assegnati dai Lavori Pubblici alla ditta del figlio Alessandro, mi rendo conto che quando i pm dicono che abbiamo pochi anticorpi è vero».

E Augusto? Non lo ha mai incrociato?

«Sì, da tempo. Quando sono diventato sindaco, nel 2011, ho scoperto che con la ditta Bianchini Costruzioni il Comune di Finale aveva debiti per 900 mila euro, come c’erano fatture da pagare anche ad altri, per tre milioni. L’azienda chiedeva di rientrare. E quando è scoppiata la questione dell’amianto, Bianchini è venuto da me, lamentandosi che gli avevano fatto uno “scherzo” che lo volevano far chiudere, che lui non c’entrava nulla, che lo avrebbero rovinato. Di certo, ascoltandolo, non lo consideravo un mafioso».

Tanto che l’avete tenuto come fornitore del Comune...

«Fu una discussione dopo la vicenda amianto in consiglio comunale, a deciderlo, direi condivisa anche dalle alcune opposizioni. Si disse che non si poteva condannare prima delle sentenze, che è poi quello che chiedo anche oggi. Parliamo infatti di una indagine preliminare che riguarda un tecnico, non di una sentenza definitiva sulla mafia che ci travolga tutti».

Ne parlerà in consiglio comunale, mercoledì?

«Ovvio. Abbiamo sempre agito con onestà e trasparenza, lo faremo anche in Consiglio».

Alberto Setti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google